Con l’avvio ufficiale delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, cominciate ufficialmente ieri, venerdì 6 febbraio, uno degli sport che più incuriosiscono il pubblico generalista è senza dubbio il curling. Apparentemente lento, fatto di pietre che scivolano sul ghiaccio e atleti che spazzano freneticamente davanti a esse, il curling è in realtà uno degli sport più antichi, strategici e complessi del programma olimpico.

Che cos’è il curling in parole semplici

Il curling è uno sport di squadra che si gioca su una pista di ghiaccio rettangolare. L’obiettivo è far scivolare delle pietre di granito, chiamate stone, il più vicino possibile a un bersaglio circolare disegnato sul ghiaccio, detto casa.

Ogni squadra è composta da quattro giocatori. A turno, gli atleti lanciano le pietre mentre i compagni, usando delle scope speciali, spazzano il ghiaccio davanti alla traiettoria. Questo gesto non serve a pulire, ma a controllare velocità e direzione della pietra, modificando l’attrito del ghiaccio.

Il punteggio viene assegnato in base alla distanza delle pietre dal centro del bersaglio, e solo una squadra segna punti per ogni manche.

Le origini storiche: uno sport nato nel Cinquecento

Dal punto di vista storico, il curling è uno degli sport organizzati più antichi ancora praticati. Le sue origini risalgono alla Scozia del XVI secolo. Dipinti e documenti dell’epoca mostrano persone che facevano scivolare pietre su laghi ghiacciati durante l’inverno.

Nel tempo, il gioco si è codificato, soprattutto tra il Settecento e l’Ottocento, quando nascono i primi club e le prime regole scritte. Dalla Scozia, il curling si diffonde in Canada, che diventerà una delle nazioni dominanti di questo sport, e poi nel resto del mondo.

Quando diventa sport olimpico

Il curling entra ufficialmente nel programma olimpico invernale nel 1998, ai Giochi di Nagano. Da allora è sempre presente e, edizione dopo edizione, ha conquistato una fetta crescente di pubblico.

Alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, il curling torna come disciplina simbolo della tradizione olimpica, capace di unire storia, tecnica e spettacolo.

Le regole fondamentali del curling

Una partita di curling è divisa in manche chiamate end. Ogni end prevede che ciascuna squadra lanci otto pietre, due per ogni giocatore.

Alla fine dell’end, si valuta quali pietre sono più vicine al centro della casa. La squadra che ha la pietra più vicina segna un punto per ogni propria pietra che si trova più vicina rispetto alla migliore pietra avversaria.

Il capitano della squadra, chiamato skip, è una figura centrale: decide le strategie, indica dove lanciare la pietra e coordina il lavoro dei compagni.

Perché il curling è uno sport di strategia pura

A differenza di altri sport invernali basati sulla velocità o sulla forza fisica, il curling è spesso definito come una forma di scacchi sul ghiaccio. Ogni lancio è una scelta tattica: difendere, attaccare, proteggere una pietra o eliminarne una avversaria.

La spazzata non è un gesto istintivo ma scientifico. Cambia micro-variabili come temperatura e attrito, rendendo il curling uno sport dove precisione, comunicazione e controllo emotivo sono decisivi.

RECAP per principianti

Le regole essenziali da sapere mentre guardi una partita:

  • Si gioca a squadre
    Ogni squadra è composta da quattro giocatori. Ognuno lancia due pietre per ogni manche.

  • La pietra va verso un bersaglio
    L’obiettivo è avvicinare la propria pietra il più possibile al centro del bersaglio circolare sul ghiaccio, chiamato casa.

  • La spazzata non è decorativa
    Spazzare davanti alla pietra serve a controllarne velocità e direzione. Più si spazza, più la pietra scivola lontano e dritta.

  • Conta solo chi è più vicino al centro
    Alla fine di ogni manche, solo una squadra segna punti. Ottiene un punto per ogni propria pietra più vicina al centro rispetto alla migliore pietra avversaria.

  • Una manche si chiama end
    Una partita è composta da più end, solitamente otto o dieci, a seconda del formato.

  • Il capitano decide la strategia
    Il capitano, chiamato skip, indica dove lanciare la pietra e guida tutte le scelte tattiche della squadra.

  • Non vince chi tira più forte
    Il curling premia precisione, strategia e calma. Un lancio millimetrico può valere più di una serie di colpi potenti.

  • Il gioco può cambiare all’ultimo tiro
    Anche se una squadra sembra in vantaggio, l’ultimo lancio di un end può ribaltare completamente il punteggio.