Si è svolta oggi presso l’Assessorato regionale alla Salute la riunione per l’avvio della concertazione finalizzata alla definizione dei criteri per i budget 2026 della specialistica ambulatoriale da privato accreditato, propedeutica all’emanazione del decreto assessoriale annuale.

L’incontro odierno si inserisce in un contesto che il comparto vive da anni in condizioni di particolare sofferenza: il mancato adeguamento ISTAT, con un arretrato accumulato nell’arco di circa vent’anni, e la paralisi contrattuale del quadriennio 2020–2023 – una condizione anomala e senza precedenti – durante la quale le strutture convenzionate hanno continuato ad operare in assenza di rinnovo contrattuale/di un accordo aggiornato (periodo 2020/21/22/23, richiamato da SIOD come fase riconducibile alla precedente gestione: Assessorato Razza – Direzione Generale La Rocca).

Tale situazione ha prostrato le risorse umane e finanziarie di un sistema che assicura una quota largamente maggioritaria dell’assistenza sul territorio.

“Non si può chiedere al comparto di reggere all’infinito senza adeguamenti e senza regole certe: qui parliamo di strutture e professionisti che tengono in piedi l’assistenza territoriale ogni giorno”, dichiara Roberto Castellaneta, Segretario Regionale SIOD Sicilia.

Nel corso dell’incontro si sono registrati numerosi interventi da parte di quasi tutte le sigle sindacali presenti, a conferma della rilevanza e della complessità del tema. L’Assessorato ha inoltre comunicato che gli incontri proseguiranno a ritmo serrato per tutto il mese di febbraio, al fine di consentire all’Assessore di emanare il decreto entro il termine del 28 febbraio, previsto dalla normativa vigente.

È opportuno ricordare che tale termine, fino ad oggi, non è mai stato rispettato nelle precedenti gestioni dell’Assessorato. In questo senso, la volontà dell’attuale Assessore di rispettare la scadenza rappresenta un elemento di discontinuità positiva.

Nel merito, l’Assessore ha ribadito l’indirizzo politico-amministrativo del proprio Assessorato: superare il criterio storico di determinazione dei budget, che fino al periodo pre-2020 ha cristallizzato posizioni acquisite, e orientarsi verso un sistema che premi la qualità e la capacità erogativa delle strutture, branca per branca, valorizzando:

 • gli investimenti in personale e strumentazione;

 • la capacità organizzativa;

 • l’operatività in aree territoriali disagiate.

SIOD condivide pienamente questo impianto teorico.

Tuttavia, ha ritenuto doveroso evidenziare che l’applicazione concreta di tali criteri negli anni 2023 e 2024 non ha prodotto risultati coerenti con gli obiettivi dichiarati, generando esiti distorsivi e controproducenti.

Esiti incoerenti e penalizzanti: un dato oggettivo

Nel corso della riunione sono stati rappresentati esempi concreti, riferiti a singole ASP e alla medesima branca specialistica, nei quali:

 • strutture con punteggi qualitativi elevatissimi, collocate ai primi posti delle graduatorie, hanno subito riduzioni significative di budget, anche nell’ordine di 50–100 mila euro;

 • altre strutture, operanti nello stesso territorio e nella stessa categoria, con punteggi molto bassi, hanno invece beneficiato di incrementi percentuali del budget.

Tali risultati dimostrano che il meccanismo adottato non ha premiato effettivamente la qualità, né la reale capacità erogativa, producendo effetti opposti rispetto alle finalità dichiarate.

Le conseguenze: contenzioso e rischio di danno erariale

SIOD ha ricordato che le disparità generate dai sistemi adottati nel 2023 e nel 2024 hanno già determinato numerose richieste di risarcimento danni, promosse da strutture che hanno subito pregiudizi economici rilevanti.

È interesse comune evitare che tali criticità si ripetano, esponendo nuovamente l’Amministrazione regionale al rischio di:

 • contenzioso diffuso;

 • danni economici al sistema dell’accreditamento;

 • potenziali profili di danno erariale, connessi all’adozione di sistemi di allocazione delle risorse non adeguatamente verificati.


La posizione SIOD: prudenza, metodo e verifica preventiva

In questo contesto, SIOD ha avanzato una proposta improntata alla massima responsabilità istituzionale.

Non è stato chiesto di rendere pubbliche o condividere le proiezioni, ma si è suggerito all’Assessorato di utilizzare simulazioni e proiezioni come strumento prudenziale interno, al fine di:

 • verificare la genuinità, l’efficienza e la coerenza degli algoritmi adottati;

 • prevenire effetti distorsivi prima dell’emanazione del decreto;

 • garantire che i criteri premiali producano risultati realmente coerenti con gli obiettivi di qualità dichiarati.

“Non chiediamo di ‘vedere’ proiezioni: chiediamo che l’Assessorato le faccia per sé, come controllo di qualità degli algoritmi, prima di firmare un decreto che incide sulla tenuta dei servizi e sul sistema territoriale”, dichiara Francesco Romano, Segretario Generale SIOD.

L’eventuale introduzione di correttivi migliorativi, come proposto da SIOD, va letta esclusivamente in questa direzione: rafforzare il peso della qualità reale, evitando appiattimenti che hanno già dimostrato i loro limiti.

Bene il rispetto dei tempi, ma non senza responsabilità SIOD ribadisce che rispettare i tempi è importante, ma che la rapidità non può sostituire il metodo.

“Un decreto emanato nei termini di legge è un fatto positivo. Ma un decreto privo di adeguate verifiche preventive rischia di riprodurre gli stessi errori del passato, con conseguenze negative per le strutture, per i territori e per l’Amministrazione stessa.”

SIOD continuerà a partecipare attivamente e in modo costruttivo alla concertazione, chiedendo che il decreto 2026:

 • sia coerente con l’orientamento giurisprudenziale (TAR e CGA);

 • si fondi su criteri tecnicamente robusti e verificati;

 • eviti il ripetersi di ingiustizie già sperimentate;

 • tuteli il sistema sanitario regionale da nuovi contenziosi e da possibili profili di responsabilità.

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