E’ affondato il Campo largo nel Siracusano, o meglio ad Augusta, uno dei due Comuni della provincia che andrà al voto in primavera.

Il peso di Augusta

Non una città qualunque, perché di fatto qui hanno radici, piuttosto profonde, le imprese del Petrolchimico, cuore pulsante dell’economia siciliana, non solo siracusana, ma in questo fazzoletto dell’isola c’è una questione ambientale grande quanto il Porto, tra i più trafficati in Italia, oscillando tra il quarto ed il sesto posto per tonnellaggio di merci, addirittura tra il secondo ed il terzo posto sugli idrocarburi. Insomma, è un Comune che pesa, governato dal 2020 dal sindaco Giuseppe Di Mare, dal 2023 esponente di Fratelli d’Italia, candidatosi per un secondo mandato.

Il candidato del M5S e AvS e l’assemblea di novembre

Sabato scorso, Avs – Alleanza verdi e sinistra – e M5S hanno presentato il loro candidato a sindaco, un docente, Salvo Pancari, esponente di Sinistra italiana, con tanti saluti al Pd, con cui, fino a tre mesi fa, c’era un accordo per andare al voto sotto l’etichetta del Campo largo.

In quell’assemblea, c’erano le teste coronate del Centrosinistra, tra cui il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, il senatore dem, Antonio Nicita, il deputato nazionale del M5S, Filippo Scerra, il parlamentare regionale, Carlo Gilistro, il segretario provinciale di Sinistra italiana, Seby Zappulla,  ed una rappresentanza di Europa Verdi Avs.

L’accordo su Pippo Gulino

Dopo quel vertice, le forze del Centrosinistra avrebbe deciso, soprattutto su spinta del Pd, di convergere su un nome navigato, quello di Pippo Gulino, ex sindaco di area di Centrosinistra all’alba del Terzo millennio, battuto 5 anni fa da Di Mare al ballottaggio con uno scarto di quasi 9 punti. “Eravamo d’accordo sul nome” racconta a BlogSicilia una fonte dei Dem, anzi il piano sarebbe stato di allestire un’unica lista mettendo dentro tutte le anime di questa coalizione e provare a strappare Augusta al meloniano Di Mare.

Il passo indietro del M5S

Solo che, con il passare delle settimane, i mal di pancia sarebbero emersi sul fronte del M5S e come racconta la fonte dem a BlogSicilia,  sarebbe maturata la volontà di modificare i piani, forse la candidatura di Gulino non avrebbe scaldato la base e sullo stesso sentiero sarebbero andati anche quelli della sinistra radicale.

Un cambio di passo inaspettato, almeno così la pensano dentro il Pd, forti anche degli accordi presi, su scala regionale, da Barbagallo, avallati dal senatore, Antonio Nicita, la regina dello scacchiere siracusano, con gli altri pezzi del Centrosinistra. D’altra parte, la partecipazione all’assemblea di novembre di Scerra e Gilistro sarebbe stata più di una garanzia, per cui si sarebbe data concretezza al Campo largo, sdoganandolo dalla mitologia politica.

La mossa che spiazza il Pd

A quanto pare, prima della presentazione di sabato del candidato del M5S-Avs, ci sarebbero state interlocuzioni ad alto livello per provare a ricomporre il vaso con i cocci rotti. Lo stesso Pd, secondo quanto appreso da BlogSicilia, avrebbe anche pensato di convergere su Pancari con una lista insieme ad Avs ma la trattativa si è arenata, fino all’epilogo di sabato con la benedizione del parlamentare regionale del M5S, Carlo Gilistro e di Giovanni Ranno, segretario del circolo di Sinistra italiana-Avs.

Gilistro: “Il Pd si unisca a noi”

“Ci auguriamo che nei prossimi giorni anche il Partito Democratico decida di unirsi a noi, perché questa è una sfida che riguarda tutta la città, non una singola forza politica” ha scritto Gilistro sulla sua pagina social.

Cosa faranno i Dem?

Dal Pd filtra molta irritazione, d’altra parte Augusta è un Comune di peso in Sicilia per via della sua strategicità economica ed industriale e l’affondamento del Campo largo, su cui si era fatta una scommessa politica rilevante rappresenta uno smacco. La questione è in mano al segretario regionale del Pd che starebbe discutendo la questione con i suoi fedelissimi shleiniani per uscire dall’angolo in cui i dem sono finiti o sono stati cacciati.