La struttura si trovava nell’area più colpita dal dissesto idrogeologico
È crollata nel tardo pomeriggio di ieri la Croce situata sul margine della frana nel quartiere Sante Croci di Niscemi, l’area maggiormente interessata dal dissesto idrogeologico in atto. La struttura, divenuta un simbolo per la comunità locale, sorgeva esattamente nell’area dove fino al 1997 si ergeva l’antica Chiesa delle Sante Croci, edificata nel 1710. La chiesa venne demolita allora su disposizione del prefetto dopo la frana del 12 ottobre 1997.
La croce, simbolo di resistenza della comunità niscemese, si trovava in condizioni di evidente instabilità da diversi giorni, già compromessa dallo smottamento del 25 gennaio scorso che aveva ulteriormente ridotto la superficie calpestabile ai margini del movimento franoso. Il cedimento era quindi prevedibile, vista la continua evoluzione del fenomeno geologico in corso.
Negli ultimi giorni, i vigili del fuoco sono riusciti ad accompagnare alcuni residenti nelle proprie abitazioni evacuate per consentire il recupero di effetti personali e beni di prima necessità. Le operazioni si sono svolte mantenendo una distanza di sicurezza di circa trenta metri dal ciglio della frana, in condizioni operative particolarmente complesse a causa della precarietà del terreno.
Il livello di allerta nell’area rimane dunque alto. Le autorità continuano a monitorare costantemente l’evoluzione del movimento franoso attraverso verifiche tecniche e strumentali. Il quartiere Sante Croci resta al centro dell’emergenza, con oltre 1.500 persone che hanno dovuto lasciare le proprie case e che hanno presentato richiesta di sistemazione alternativa.






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