Con il progetto transfrontaliero STEP-OL, Sicilia e Tunisia uniscono ricerca, agricoltura di precisione e giovani visioni per affrontare la crisi climatica e guidare un cambiamento culturale nel Mediterraneo

Una nuova agricoltura è possibile: più resiliente, tecnologica, consapevole e soprattutto cooperativa. Questo il messaggio emerso dalla presentazione ufficiale di STEP-OL, il progetto di cooperazione transfrontaliera tra Sicilia e Tunisia che sta tracciando la rotta per un’olivicoltura mediterranea innovativa e sostenibile, capace di rispondere alle sfide sistemiche poste dal cambiamento climatico.

La sede dell’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Catania ha ospitato l’evento, che ha messo in dialogo partner scientifici, imprese agricole, istituzioni locali e internazionali. Un laboratorio di visioni concrete che unisce due territori strategici del Mediterraneo nel nome della qualità, della ricerca e della collaborazione.


Tra i temi centrali, la diagnosi precoce delle fitopatie tramite droni e sensoristica avanzata: dispositivi multispettrali, software predittivi e perfino strumenti nati durante la pandemia per la diagnosi del COVID, oggi riadattati dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA) per il monitoraggio delle piante. Queste tecnologie permettono di rilevare alterazioni fisiologiche invisibili all’occhio umano, anticipando i trattamenti e riducendo drasticamente le perdite produttive. Secondo i tecnici del progetto, intervenire tempestivamente può significare ridurre fino al 30% le perdite di prodotto vendibile, con un impatto diretto sulla redditività e sulla sostenibilità delle aziende agricole.

Queste soluzioni verranno sperimentate direttamente in aziende pilota localizzate in Sicilia e Tunisia, scelte per rappresentare diverse condizioni climatiche e strutturali. Il CREA coordinerà l’attività di test sul campo, con l’obiettivo di validare protocolli operativi replicabili, capaci di aumentare l’efficienza delle pratiche colturali, ottimizzare le risorse idriche e migliorare la qualità del prodotto.


Il progetto STEP-OL, co-finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma di cooperazione Interreg NEXT Italie-Tunisie, si fonda su un partenariato strutturato che vede in prima linea la Società Cooperativa Produttori Olivicoli – APO in qualità di capofila, CREA DC – Centro Difesa e Certificazione, il Centro Euromediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile SVI.MED. ETS, insieme ai partner tunisini INAT (Institut National Agronomique de Tunisie) e SMBSA (Société Mutuelle de Base des Services Agricoles), con CIA Sicilia e l’Institut de l’Olivier de Sousse come partner associati. L’obiettivo è costruire un ecosistema di cooperazione agroecologica che sappia generare impatto sul lungo periodo.

Durante la conferenza di presentazione del progetto, è stata sottolineata la necessità di creare un Osservatorio Olivicolo Mediterraneo, in grado di mappare criticità e opportunità, promuovere l’adozione di tecnologie intelligenti e difendere il valore aggiunto delle produzioni locali. “Vogliamo passare da una visione frammentata a una strategia integrata e condivisa”, ha dichiarato Giosuè Catania, presidente di APO. “La nostra sfida non è solo produttiva, ma culturale: valorizzare l’identità dell’olio extravergine come prodotto nutraceutico, tracciabile, certificato, e farlo diventare il cuore di una narrazione mediterranea di qualità e benessere”.

A rafforzare questa visione, i dati più recenti pubblicati dal WWF e dal MedECC: il bacino del Mediterraneo si riscalda del 20% più rapidamente della media globale. Entro il 2050, si prevede una riduzione tra il 12 e il 22% delle rese agricole, una diminuzione fino al 15% della disponibilità di acqua dolce e una perdita di biodiversità che può colpire il 20% delle specie. Gli impatti economici attesi ammontano a decine di miliardi di euro ogni anno, colpendo in modo diretto settori come agricoltura, turismo e pesca.


Nell’intervento del Viceconsole della Tunisia, Aymen Lamti, è emerso il peso strategico della cooperazione economica tra Italia e Tunisia: “I legami tra i nostri Paesi sono storici, ma oggi si rafforzano nel segno dell’innovazione e dello sviluppo condiviso. Il ponte Sicilia-Tunisia è una piattaforma naturale per l’Africa e l’Europa. Progetti come STEP-OL dimostrano che possiamo costruire modelli replicabili di integrazione agricola e sostenibilità”.

In prima linea anche i giovani imprenditori della filiera siciliani, come Alfio Consoli, che hanno raccontato la rinascita agricola di territori segnati in passato dall’abbandono: “C’è una nuova generazione che sta riscoprendo la terra, con un approccio più tecnico e professionale. Le tecnologie ci aiutano a migliorare la qualità, ma serve anche una visione, una cultura agricola all’altezza del tempo in cui viviamo”. Per Consoli, il cambiamento in atto ricorda quanto accaduto nel settore vinicolo siciliano: “Un tempo il vino era una produzione indistinta. Oggi è simbolo di eccellenza. Con l’olio stiamo vivendo lo stesso passaggio culturale. La qualità ha bisogno di mentalità, non solo di strumenti”.

STEP-OL si configura quindi non come un semplice progetto agricolo, ma come una piattaforma di diplomazia verde e trasformazione tecnologica. Unisce scienza e identità, dati e cultura, giovani e istituzioni. In un Mediterraneo che resta fragile ma centrale per gli equilibri ambientali e alimentari globali, questo progetto si candida a diventare uno dei modelli più avanzati di resilienza agricola e cooperazione euromediterranea.

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