Una vasta operazione di polizia giudiziaria ha scosso l’intero territorio nazionale, portando alla luce un sistema capillare di traffici illeciti che si snodava tra il web e le spedizioni tramite corriere espresso. L’indagine, condotta dai carabinieri sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, ha colpito al cuore un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e alla vendita di materiale esplodente ad alto potenziale. Il provvedimento cautelare, emesso dal Tribunale del capoluogo abruzzese, ha interessato sette persone ritenute responsabili di una rete oscura capace di muovere ordigni artigianali, armi, droghe e banconote false.

L’inchiesta, guidata dal sostituto procuratore Roberta d’Avolio, ha svelato come il gruppo sfruttasse l’anonimato delle chat criptate per gestire ordini e vendite. Per eludere i controlli, i mittenti utilizzavano nomi fittizi e indirizzi di comodo, affidando i carichi pericolosi a ignari corrieri espressi. La gravità delle transazioni documentate ha trovato conferma in due episodi di sangue e violenza: alcuni degli ordigni spediti attraverso questa rete sono stati utilizzati per gravi attentati intimidatori, avvenuti nell’estate del 2023 ai danni di una frutteria a Formia e di un centro estetico a Roma.

Un capitolo cruciale dell’operazione si è svolto in Sicilia, dove i Carabinieri del Comando provinciale di Trapani hanno fatto irruzione nell’abitazione di un quarantenne del posto. L’uomo è accusato di aver venduto ordigni micidiali e di aver messo in serio pericolo la sicurezza dei trasporti pubblici. Durante la perquisizione, supportata dalle unità cinofile antiesplosivo e dagli artificieri di diverse province, i militari si sono trovati di fronte a un vero e proprio arsenale. In un laboratorio artigianale allestito in casa, il soggetto fabbricava bombe e gestiva una postazione informatica dedicata alla commercializzazione online.

Il bilancio del sequestro nel trapanese è impressionante: oltre 210 chili di materiale esplosivo già confezionato in oltre duemila ordigni, contenenti complessivamente 110 chili di polvere esplodente. Sono stati inoltre rinvenuti sacchi di sostanze chimiche come alluminio, zolfo e perclorato di potassio, oltre a centinaia di piombini esplosivi e diverse armi da taglio e segnaletiche. L’uomo è stato tratto in arresto in flagranza di reato e trasferito presso la Casa circondariale di Trapani, mentre le indagini proseguono per mappare ogni ramo di questa pericolosa struttura criminale che riforniva la criminalità di mezza Italia.