Una manciata di verbali ancora da firmare e le ultime procedure di fotosegnalamento lo separavano dal trasferimento definitivo nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Milo, a Trapani. Tuttavia, quel tempo non è mai trascorso perché l’uomo, uno straniero di cui non sono state ancora rese note le generalità, ha scelto la via della fuga violenta. Sabato 21 febbraio, negli uffici della nuova cittadella della polizia di via Giuseppe Pitrè a Palermo, la situazione è precipitata in pochi istanti, trasformando un normale iter burocratico in una serrata caccia all’uomo che tiene impegnate tutte le forze dell’ordine del capoluogo.
L’uomo era stato fermato durante un controllo di routine che aveva fatto emergere un decreto di espulsione a suo carico. Come previsto dai protocolli di legge, era stato accompagnato presso gli uffici dell’Immigrazione della questura, recentemente trasferiti nella nuova struttura di Boccadifalco, un complesso in parte già operativo ma non ancora ufficialmente inaugurato. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, poco prima di fare ingresso definitivo nell’edificio, il fermato si è scagliato improvvisamente contro un poliziotto, colpendolo con calci e pugni. Sfruttando l’effetto sorpresa e la confusione del momento, è riuscito a divincolarsi dalla presa dell’agente e a lanciarsi in una corsa disperata verso l’esterno.
La fuga è proseguita verso le alte mura di cinta che delimitano la cittadella. Nonostante l’ostacolo, lo straniero è riuscito con un balzo ad arrampicarsi e a scavalcare la barriera, piombando in un’area caratterizzata da fitta vegetazione ed erbacce situata tra via Pitrè e via Portello. Da quel momento, dell’uomo si è persa ogni traccia. La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata: decine di pattuglie hanno circondato l’intero perimetro e un elicottero dei carabinieri si è alzato in volo per monitorare dall’alto la zona e fornire supporto tattico al personale a terra.
Nonostante il massiccio dispiegamento di agenti e militari dell’Arma, che hanno setacciato l’area per un raggio di diversi chilometri, le ricerche non hanno ancora dato l’esito sperato. Il timore degli inquirenti è che il fuggitivo possa aver trovato un nascondiglio temporaneo tra i canneti o negli edifici limitrofi, attendendo che la pressione dei controlli diminuisca prima di tentare un ulteriore spostamento. Al momento non è stata diffusa alcuna descrizione fisica ufficiale del ricercato, ma i controlli proseguono senza sosta in tutta la zona periferica della città.






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