Stati Uniti e Israele hanno lanciato oggi, sabato 28 febbraio, un attacco contro l’Iran, con il primo raid segnalato nei pressi degli uffici della Guida Suprema Ali Khamenei a Teheran. Dalla capitale si è alzato fumo visibile sopra l’area centrale mentre i media iraniani parlano di bombardamenti in diverse zone del Paese.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un video diffuso sui social, ha annunciato che Washington ha avviato “importanti operazioni di combattimento in Iran”. Ha affermato che Teheran avrebbe continuato a sviluppare il proprio programma nucleare e che starebbe pianificando missili capaci di raggiungere il territorio americano. Rivolgendosi alla popolazione iraniana ha dichiarato: “Prendete il controllo del vostro governo — sarà vostro da conquistare”. Ha inoltre riconosciuto la possibilità di vittime statunitensi aggiungendo che “questo accade spesso in guerra”.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato che l’azione congiunta è stata avviata per “eliminare una minaccia esistenziale posta” dall’Iran. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha descritto l’operazione come condotta “per rimuovere le minacce”.
Non è stato chiarito se l’86enne Khamenei si trovasse nei suoi uffici al momento dell’esplosione. La Guida Suprema non appare in pubblico da diversi giorni mentre le tensioni con Washington sono aumentate.
Obiettivi dichiarati e contesto militare
Secondo una fonte informata sull’operazione, che ha parlato a condizione di anonimato per discutere dettagli non pubblici, tra gli obiettivi della campagna israeliana figurerebbero strutture militari iraniane, simboli governativi e target legati all’intelligence.
L’attacco arriva mentre gli Stati Uniti avevano concentrato nella regione una flotta estesa di caccia e navi da guerra, con l’intento di esercitare pressione su Teheran per un accordo sul programma nucleare.
L’Iran sostiene di non aver effettuato arricchimento di uranio da giugno, ma ha impedito agli ispettori internazionali di visitare i siti colpiti dagli Stati Uniti durante la guerra dei 12 giorni. Analisi di immagini satellitari esaminate dall’Associated Press mostrerebbero nuove attività in due di quei siti.
Teheran – stando a quanto dichiarato dal regime – mantiene un limite autoimposto di 2.000 chilometri (1.240 miglia) alla gittata dei propri missili balistici. Tale raggio copre l’intero Medio Oriente e parte dell’Europa orientale. Non esistono, inoltre, prove pubbliche che l’Iran stia sviluppando missili balistici intercontinentali, sebbene Washington abbia criticato il programma spaziale iraniano ritenendolo potenzialmente utilizzabile in futuro.
L’Iran aveva dichiarato che avrebbe risposto in caso di attacco, indicando come possibili obiettivi il personale militare americano e le basi statunitensi distribuite nella regione.
Missili su Israele e chiusura dello spazio aereo
Poche ore dopo i raid su Teheran, esplosioni hanno colpito il nord di Israele mentre l’esercito ha attivato i sistemi di difesa aerea per intercettare missili iraniani in arrivo. Le detonazioni sono state udite subito dopo l’annuncio dell’impiego dei sistemi antimissile. Non risultano comunicazioni ufficiali su danni o vittime.
Sirene di allarme hanno risuonato anche in Giordania. Diversi ospedali israeliani hanno attivato i protocolli di emergenza trasferendo pazienti e interventi chirurgici in strutture sotterranee.
A Teheran, le autorità hanno chiuso le strade verso il complesso di Khamenei nel centro cittadino mentre altre esplosioni sono state segnalate nella capitale. L’Iran ha chiuso il proprio spazio aereo e interrotto i servizi di telefonia mobile. Anche l’Iraq ha annunciato la chiusura dello spazio aereo attraverso il Ministero dei Trasporti.
Reazione italiana: riunione a Palazzo Chigi
A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. La notizia è stata riferita da fonti di Palazzo Chigi.






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