Il centro servizi della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein è stato oggetto di un attacco missilistico. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale BNA. Diversi testimoni nel quartiere di Juffair, a Manama, dove ha sede la base navale americana, hanno dichiarato di aver udito una forte esplosione.

Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali su eventuali danni strutturali o vittime.

Spazio aereo chiuso in sei Paesi

Nel giro di poche ore la crisi ha prodotto un effetto a catena sui cieli della regione. I governi di Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno chiuso il proprio spazio aereo come misura di sicurezza dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti contro Teheran e altre città iraniane.

In precedenza anche il ministero dei Trasporti dell’Iraq aveva annunciato la sospensione del traffico aereo. Successivamente è arrivata la conferma della chiusura dello spazio aereo anche da parte della Siria.

Si tratta di una delle più estese interruzioni coordinate del traffico civile nell’area del Golfo degli ultimi anni.

Qatar intercetta un missile iraniano

Il ministro della Difesa del Qatar ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea del Paese hanno intercettato un missile iraniano nei cieli nazionali. Le autorità hanno inviato avvisi sui telefoni cellulari invitando la popolazione a rimanere in casa.

In precedenza lo stesso ministero aveva comunicato che un missile iraniano era stato neutralizzato dai sistemi di difesa aerea.

Secondo diversi media regionali, esplosioni sarebbero state udite in Kuwait, Bahrein e nella città di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di aree dove sono presenti basi militari statunitensi, considerate obiettivi nella risposta iraniana agli attacchi di Washington.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali delle autorità kuwaitiane su eventuali danni o vittime, né conferme indipendenti sugli episodi segnalati.

IDF: “pianificazione stretta e congiunta” con Washington

La campagna di attacchi contro l’Iran è stata preceduta da mesi di “pianificazione stretta e congiunta” tra Israele e Stati Uniti. Lo hanno comunicato oggi, 28 febbraio, le Forze di difesa israeliane.

Secondo l’Idf, il livello di cooperazione ha consentito di condurre “un’ampia offensiva in piena sincronizzazione e coordinamento”. La campagna è finalizzata a “degradare in modo approfondito” il regime iraniano e a “rimuovere minacce esistenziali per Israele”.

Tra i primi obiettivi colpiti figurano missili balistici iraniani e relative rampe di lancio.

“Anche in queste ore i caccia dell’Aeronautica israeliana continuano a colpire obiettivi in tutto l’Iran sulla base di intelligence precisa”, ha affermato l’Idf, aggiungendo che le operazioni “proseguiranno secondo necessità”.