Ci sono territori che, più di altri, conservano una memoria lunga.
La Sicilia è uno di questi.
Nel percorso che porterà alla costituzione del Comitato Promotore per la candidatura UNESCO delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri Italiane, l’isola non compare come semplice partecipante, ma come uno dei luoghi in cui il rapporto tra uomo e cavallo ha assunto, nei secoli, una forma culturale precisa, riconoscibile, ancora viva.
L’adesione dell’Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia non è soltanto un contributo tecnico: è un segnale di continuità storica.
L’istituto, con il suo patrimonio genetico, documentale e professionale, rappresenta una delle poche strutture pubbliche italiane che hanno mantenuto nel tempo una funzione di tutela e valorizzazione delle razze equine.
La sua presenza nel Comitato Promotore conferma che la Sicilia non osserva da lontano, ma partecipa con piena consapevolezza del proprio ruolo.
Il progetto era stato annunciato a Fieracavalli, in un contesto dove entusiasmo e prudenza convivono spesso senza incontrarsi.
Da allora, il lavoro è proseguito con la discrezione che caratterizza i processi destinati a durare: adesioni raccolte senza clamore, confronti istituzionali, un dialogo che ha coinvolto non solo l’Italia, ma anche realtà francesi e spagnole.
Un percorso che oggi approda al CNEL non come un’aspirazione, ma come una struttura.
Il passaggio a Villa Lubin non rappresenta un traguardo, ma un consolidamento.
Significa che il patrimonio equestre italiano — nelle sue dimensioni culturali, sportive, sociali e artistiche — può finalmente contare su un luogo di coordinamento riconosciuto.
Significa, soprattutto, che il settore ha scelto di superare la frammentazione che spesso indebolisce anche le cause più meritevoli.
In questo quadro, la Sicilia offre un contributo che non ha bisogno di essere amplificato.
La sua storia equestre, le sue razze, le sue istituzioni e le sue comunità parlano con la forza dei fatti, non delle dichiarazioni.
Ed è proprio questa sobrietà, tipica dei territori che conoscono il valore del tempo lungo, a rendere la sua presenza particolarmente significativa.
Il Forum ICASTE ha semplicemente mantenuto la direzione, facilitando un processo che oggi trova una sua forma istituzionale.
Il resto lo faranno il lavoro, la continuità e la capacità del settore di riconoscersi in un progetto che guarda oltre i confini delle singole realtà.
In un Paese dove spesso si confonde l’annuncio con il risultato, il 3 marzo rappresenta un fatto concreto.
E i fatti, più delle parole, definiscono la credibilità di un percorso.
Luogo: ISTITUTO DI INCREMENTO IPPICO PER LA SICILIA, VIA VITTORIO EMANUELE II, 508, CATANIA, CATANIA, SICILIA


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