Palermo. “Le donne non chiedono mimose. Chiedono lavoro stabile, diritti e rispetto”. Così la segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, in occasione dell’8 marzo, la Giornata internazionale della Donna, che aggiunge: “In Sicilia le donne trainano l’occupazione con oltre 42mila nuove lavoratrici e una crescita dell’8,3%. Ma pagano il prezzo più alto con una precarietà cronica e salari inferiori del 20-25% rispetto agli uomini. Dietro ogni contratto precario, ogni part time involontario, ogni stipendio più basso di quello di un collega uomo, c’è, inoltre, una vita reale e faticosa fatta di cura dei figli e dei familiari. Senza dimenticare che troppo spesso il luogo di lavoro resta anche uno dei posti dove si consumano molestie, discriminazioni e violenze. Per la Uil Sicilia – continua la Lionti – l’8 marzo significa impegno concreto nelle fabbriche, negli uffici, nei servizi, nelle scuole, nella sanità, nei cantieri, per conquistare parità salariale e contratti stabili. Chiediamo da troppo tempo alla politica misure strutturali, investimenti su occupazione femminile, welfare, servizi per l’infanzia e per la non autosufficienza. Le nostre donne sono la spina dorsale dell’economia familiare e regionale, senza di loro l’Isola resta indietro”.

Luogo: SICILIA

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.