Nel corso di questo 2026 molti lavoratori dipendenti del settore privato vedranno crescere la propria busta paga grazie alla nuova tassazione agevolata sugli aumenti contrattuali introdotta con la Legge di Bilancio. Le simulazioni elaborate dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro indicano che il beneficio fiscale può arrivare fino a circa 850 euro netti all’anno, con variazioni legate al settore, al livello contrattuale e all’entità degli aumenti salariali.

La misura interviene direttamente sulla tassazione degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi firmati tra 1° gennaio 2024 e 31 dicembre 2026, introducendo un’imposta sostitutiva molto più bassa rispetto alla tassazione ordinaria.

Flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali

La novità principale riguarda la tassazione degli aumenti salariali stabiliti dai rinnovi contrattuali. Per il solo anno 2026, tali incrementi vengono assoggettati a una imposta sostitutiva del 5%, invece della normale Irpef e delle addizionali regionali e comunali.

La norma si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 abbiano percepito un reddito da lavoro fino a 33.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate, con una circolare pubblicata a fine febbraio, ha chiarito le modalità applicative della misura e ha precisato che: “gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, sono assoggettati, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, a un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle addizionali regionali e comunali pari al 5 per cento”.

Secondo le simulazioni dei Consulenti del lavoro, il vantaggio fiscale può generare un aumento netto compreso tra circa 190 e 850 euro annui.

I settori con gli aumenti più elevati

L’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha preso in esame diversi contratti collettivi rinnovati negli ultimi anni per stimare gli effetti della nuova tassazione.

Tra i comparti analizzati emergono tre settori principali:

  • Commercio fino a 851 euro;
  • Telecomunicazioni oltre 500 euro;
  • Metalmeccanici tra 188 e 250 euro.

Nel commercio si registrano i benefici più consistenti. Per un lavoratore di livello II con reddito annuo lordo di 31.400 euro, l’aumento derivante dal rinnovo contrattuale del 2024 è pari a 2.698 euro, con un risparmio fiscale massimo di 851 euro.

Nel settore delle telecomunicazioni, che ha rinnovato il contratto alla fine del 2025, il vantaggio può superare i 500 euro l’anno per un lavoratore di livello 6 con reddito lordo di 30.248 euro, grazie a un aumento previsto nel 2026 pari a 1.709 euro.

Nel comparto metalmeccanico il beneficio risulta più contenuto: circa 250 euro per un livello B1 e 188 euro per un livello D1, con redditi annui rispettivamente di 30.529 euro e 22.989 euro.

Detassazione per lavoro notturno e festivo

La Legge di Bilancio introduce anche una seconda agevolazione fiscale che riguarda le indennità legate a turni di lavoro particolari.

In questi casi si applica un’imposta sostitutiva del 15% su alcune voci retributive accessorie:

  • lavoro notturno;
  • lavoro nei giorni festivi o domenicali;
  • indennità di turno;
  • lavoro nei giorni di riposo settimanale

Il beneficio è destinato ai lavoratori con reddito fino a 40.000 euro annui e riguarda importi agevolabili fino a 1.500 euro.

Grazie alla tassazione ridotta, le maggiorazioni per turni e festivi si traducono in un guadagno netto più elevato rispetto alla tassazione ordinaria.

Quanto si può guadagnare con i turni agevolati

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha simulato diversi scenari per comprendere gli effetti della detassazione dei trattamenti accessori.

Se l’importo complessivo dei compensi soggetti alla nuova tassazione arriva a 1.500 euro annui, il beneficio fiscale varia in base alla retribuzione del lavoratore:

  • circa 80 euro annui per chi guadagna 12.000 euro lordi;
  • fino a 690 euro annui per chi ha una retribuzione lorda di 40.000 euro

Nel caso di un importo agevolato pari a 1.000 euro, il vantaggio fiscale si riduce ma resta significativo:

  • circa 52 euro annui per redditi di 12.000 euro;
  • fino a 417 euro annui per redditi di 40.000 euro

Quando si vedranno gli aumenti in busta paga

Gli effetti della nuova tassazione inizieranno a comparire nelle buste paga del 2026, in molti casi a partire dai mesi primaverili.

Le aziende potranno applicare direttamente la tassazione agevolata oppure effettuare conguagli sugli arretrati maturati nei primi mesi dell’anno.

La misura rientra in un pacchetto di interventi fiscali pensati per rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori e sostenere l’adeguamento dei salari al costo della vita.

FAQ

Chi può beneficiare della flat tax sugli aumenti contrattuali?
I lavoratori dipendenti del settore privato con reddito fino a 33.000 euro nel 2025.

Quanto può aumentare la busta paga nel 2026?
Secondo le simulazioni della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, l’aumento netto può arrivare fino a circa 850 euro annui.

La misura vale anche per lavoro notturno e festivo?
Sì. Le indennità legate a turni, lavoro notturno e festivo possono essere tassate con un’aliquota sostitutiva del 15%.

Quando si vedranno gli aumenti in busta paga?
In molti casi già dalla primavera 2026 o con eventuali conguagli sugli arretrati.

Fonti: