Un campo largo per provare a mandare a casa il presidente Schifani. Le forze di opposizione al governo regionale chiedono le dimissioni del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, dopo l’indagine della procura di Palermo – sulle presunte infiltrazioni mafiose nella macchina amministrativa regionale – che vede coinvolto Salvatore Iacolino, per anni alla guida della Pianificazione strategica della Salute e da una settimana designato dal governo regionale alla guida del Policlinico di Messina. Proprio alla vigilia di quella nomina – dato di cronaca – in Commissione Affari Istituzionali era arrivato il “niet” di Gianfranco Miccichè a Iacolino. L’ex sottosegretario contestava una “carriera non lineare” a Iacolino, invitando l’esecutivo regionale a ritirare la nomina. Una visione profetica.

Tornando alla posizione del centrosinistra, in modalità campo largo:  per il segretario Pd Antony Barbagallo “in questi anni nella Sanità siciliana abbiamo visto e sopportato scandali di ogni genere è il momento di dire basta e ridare la parola ai cittadini. Se Schifani non sarà conseguente, la nostra sarà una mobilitazione costante per spiegare alla gente cosa sta succedendo e chi comanda davvero nella Sanità

Emerge la possibilità concreta che questa legislatura arrivi al capolinea prima del previsto, per la crisi morale ma anche per le tensioni all’interno della maggioranza.

Lavardera conferma la sua “profezia”: “anche la premier Meloni s’è stancata – è la dichiarazione di Lavardera – e sta lavorando per chiudere al più presto questa stagione e rilanciare Musumeci alla presidenza. Ma questa volta se la dovranno vedere con noi”. E sempre Lavardera lancia l’alert: “dobbiamo stare attenti a non trasformare questo nostro campo largo in un campo santo”, lanciando un appello a restare uniti oltre gli individualismi.

L’attacco del fronte progressista al governo è a 360 gradi. Il coordinatore M5S Nuccio Di Paola invita le opposizioni a restare unite fino alle elezioni, mentre Sinistra Italiana con Pierpaolo Montalto parla di rischio di una sanità “svenduta alla mafia”. Fabio Giambrone (Europa Verde) solleva la “questione morale” alla Regione e Ismaele La Vardera descrive una Sicilia con istituzioni fuori controllo, ipotizzando elezioni anticipate.

Intanto nasce uno scontro con Raffaele Lombardo, che smentisce qualsiasi volontà di far cadere il governo Schifani. Dal Psi, Nino Oddo propone il commissariamento della sanità siciliana, mentre Fabrizio Micari (Italia Viva) chiede una reazione politica per costruire un’alternativa unita al centrodestra. Nel frattempo Palazzo d’Orleans corre ai ripari ed arriva così la sospensione del manager indagato. Ma la pressione sul governatore è altissima perché Iacolino era una chiara espressione della sua volontà politica.