La situazione del servizio ASACOM (Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione) nelle scuole di Palermo ha ormai assunto contorni gravissimi, inaccettabili, e come O.S. Sinalp non riusciamo a comprendere quale sia il vero obiettivo di questa inefficienza organizzativa.
Dopo aver imposto ai lavoratori l’apertura della partita IVA, scaricando su operatori già precari costi e responsabilità tipiche del lavoro autonomo, l’amministrazione comunale ha prodotto un effetto tanto prevedibile quanto devastante, molti operatori hanno rinunciato al lavoro, impossibilitati a sostenere gli alti costi di gestione della partita IVA a fronte di compensi incerti, discontinui e ridicoli.
Il risultato di questa scelta amministrativa è oggi sotto gli occhi di tutti, ad oggi ben 475 studenti con disabilità nelle scuole di Palermo sono ancora senza assistente ASACOM.
Una situazione che rappresenta, certifica un fallimento organizzativo e sociale gravissimo, che sta ricadendo interamente sulle famiglie.
Condizione questa, che ha costretto i genitori a fare i “salti mortali” per garantire ai propri figli la presenza a scuola e il minimo supporto necessario all’inclusione scolastica, spesso dovendo addirittura restare a scuola per supplire all’assenza del servizio pubblico.
Di fronte a questo disastro organizzativo, il Comune di Palermo prova oggi a correre ai ripari con una modifica del regolamento che dovrebbe consentire agli operatori ASACOM di recuperare entro il mese le ore non lavorate a causa dell’assenza dell’alunno seguito, ore che oggi non vengono retribuite.
Un intervento che viene sbandierato come un miglioramento del servizio ma che, nella realtà dei fatti, appare un tentativo tardivo e insufficiente di mettere una semplice “pezza” a una gestione che ha già prodotto danni enormi.
Il problema vero, infatti, non è tanto il recupero delle ore, il problema vero è un sistema di gestione del delicatissimo servizio verso i giovani disabili, sbagliato alla radice, fatto di precarietà, esternalizzazioni e scarico di responsabilità sui lavoratori raggiungendo il massimo con l’apertura della Partita IVA.
Il SINALP lo denuncia da tempo, e ha già indicato con chiarezza la strada per uscire da questa situazione, proposta illustrata dal Segretario Regionale Dr. Andrea Monteleone in V° Commissione del Parlamento Siciliano il 25 febbraio 2026.
Oggi il servizio ASACOM è frammentato tra Comuni, Liberi Consorzi e Città Metropolitane, mentre l’esternalizzazione a cooperative e sistemi precari ha prodotto vergognosi contratti di pochi mesi, disparità retributive tra territori, ritardi nei pagamenti e frequenti ritardi nell’avvio del servizio.
Molti enti locali, inoltre, si trovano in condizioni di dissesto o predissesto finanziario e non sono in grado di garantire continuità al servizio, rendendo di fatto instabile un diritto fondamentale degli studenti con disabilità.
Per questo il SINALP ha presentato una proposta chiara e strutturale: superare definitivamente il sistema degli appalti e della precarietà, istituendo un Albo Regionale Unico degli ASACOM e affidando la gestione del personale con relativa stabilizzazione a un ente regionale dedicato, in grado di assegnare gli operatori ai Comuni che ne fanno richiesta.
La proposta prevede inoltre uno standard contrattuale unico regionale, con tutele e retribuzioni uniformi, la stabilizzazione degli operatori eliminando il precariato cronico e riconoscendo a chi già lavora nel settore, da almeno un anno, il diritto alla stabilizzazione.
La Stabilizzazione deve prevedere un capitolo di spesa regionale strutturale, svincolato dalle difficoltà finanziarie dei singoli enti locali, trasformando l’ASACOM da figura precaria di assistenza sociale a funzione educativa stabile, garantendo continuità sia agli studenti sia ai lavoratori.
Occorre ricordarlo con forza: il diritto allo studio degli studenti con disabilità non è un favore né un costo opzionale, ma un diritto costituzionale garantito dagli articoli 34 e 38 della Costituzione Italiana.
Quando un servizio essenziale non parte, parte in ritardo o parte in maniera precaria e raffazzonata, quando gli operatori vengono messi nelle condizioni di dover rinunciare al lavoro, quando centinaia di studenti restano senza assistenza, non siamo di fronte a un semplice problema organizzativo ma a una grave lesione di un diritto fondamentale, l’inclusione sociale.
Per questo il SINALP chiede che si smetta di intervenire con soluzioni tampone o precarie e si affronti finalmente il problema alla radice, costruendo un sistema stabile, dignitoso per i lavoratori e realmente efficace per gli studenti e le loro famiglie.
Perché senza stabilità per gli ASACOM, senza l’intervento della Regione Siciliana, l’inclusione scolastica resterà soltanto una promessa sulla carta.
La Direzione Sinalp Sicilia

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