Tutela dei minori, bullismo e cyberbullismo: il Gonzaga Campus presenta alla città l’attestazione FIDAE “Scuola Sicura”

Lunedì 23 marzo, alle ore 17.00, l’evento pubblico con famiglie, istituzioni e comunità educante

Il Gonzaga Campus di Palermo promuove lunedì 23 marzo, alle ore 17.00, presso il proprio Auditorium, un incontro pubblico dedicato al tema della tutela dei minori, della prevenzione del bullismo e del cyberbullismo e della corresponsabilità educativa. Nel corso della serata, aperta alle famiglie, alle istituzioni, al mondo della scuola e alla città, sarà consegnata al Gonzaga Campus l’attestazione FIDAE “Scuola Sicura”. Il Gonzaga Campus si presenta come prima scuola in Sicilia ad adottare il Protocollo nazionale FIDAE e a ricevere l’attestazione di conformità.

All’incontro parteciperanno Virginia Kaladich (presidente nazionale FIDAE) e l’avv. Emanuele Montemarano (coordinatore dei lavori di stesura del Protocollo) che illustrerà i contenuti operativi del documento e il suo valore educativo e organizzativo per le scuole. Nel programma è previsto anche un momento di confronto sul tema del patto educativo tra scuola, famiglie e territorio.


Il Protocollo FIDAE “Scuola Sicura” affronta in maniera organica i principali aspetti connessi alla tutela dei minori nelle scuole cattoliche: la protezione da ogni forma di abuso e comportamento lesivo, il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, la tutela della privacy dei minori, la sicurezza degli ambienti scolastici, dei trasporti e delle strutture che ospitano le attività fuori sede. Il documento richiama inoltre le Linee Guida per la tutela dei minori nelle scuole cattoliche pubblicate dal Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica nel 2022.

Più che un insieme di procedure, il Protocollo propone una vera cultura della cura: non limitarsi a intervenire quando emerge il problema, ma costruire nella vita quotidiana della scuola ambienti, relazioni e responsabilità adulte capaci di prevenire il disagio, riconoscere i segnali di fragilità e custodire la dignità di ogni minore. In questo senso, la “scuola sicura” non è soltanto una scuola che applica regole ma una comunità educativa che si organizza intorno alla prevenzione, all’ascolto, alla trasparenza e alla corresponsabilità.

“Il documento è frutto di un lavoro complesso che ha coinvolto, a livello nazionale, docenti e coordinatori didattici delle scuole – dichiara Virginia Kaladich, presidente nazionale FIDAE –. In questa prima fase ci rivolgiamo alle scuole cattoliche ma, riteniamo fondamentale, estendere questo percorso a tutto il sistema scolastico italiano. In conformità alla legislazione vigente, il Protocollo vuole essere una guida che punta anzitutto alla prevenzione, mettendo al centro, in modo ampio, la cura, il rispetto e la tutela dei nostri giovani”. La presidente FIDAE sottolinea, inoltre, il valore del percorso avviato dal Gonzaga Campus che ha scelto di assumere questo impegno in modo pubblico e verificabile.


“Il Protocollo intende rafforzare il percorso di tutela dei minori nelle scuole, offrendo al personale scolastico una guida completa rispetto alle misure da adottare, sia in funzione preventiva sia nella gestione degli episodi critici – afferma l’avv. Emanuele Montemarano –. In particolare, esso rappresenta una garanzia importante per le famiglie proprio per l’approccio integrale dedicato alla protezione del minore e per la possibilità, per le scuole cattoliche, di ottenere dalla FIDAE l’attestazione ‘Scuola Sicura’”. Nel corso della giornata del 23 marzo, l’avv. Montemarano incontrerà anche giovani e docenti in momenti specificamente dedicati all’approfondimento del Protocollo.


“Educare significa prima di tutto prendersi cura delle persone – dichiara p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus –. Essere la prima scuola in Sicilia ad adottare questo Protocollo significa assumersi una responsabilità e condividere un percorso culturale che auspichiamo possa essere intrapreso anche da altre scuole dell’Isola. Per noi questo riconoscimento non rappresenta un semplice traguardo formale ma l’espressione pubblica di un impegno educativo più profondo: far crescere relazioni sane in un ambiente scolastico positivo e sereno, dove ogni bambino, ragazzo e adolescente possa sentirsi custodito, ascoltato, rispettato e accompagnato”. “Non basta reprimere l’episodio negativo quando si manifesta; occorre costruire contesti educativi e relazioni sane che rendano possibile il bene – aggiunge p. Denora –. 


In una città come Palermo, dove la crescita dei giovani si intreccia con fragilità sociali ma anche con una forte tradizione di cittadinanza educativa, la scuola è chiamata a essere un presidio di fiducia, di legalità e di alleanza tra adulti”. Anche gli Stati Generali per l’infanzia, l’adolescenza e le politiche giovanili della città di Palermo hanno richiamato l’urgenza di mettere al centro i diritti, i bisogni e le aspirazioni dei più giovani, riconoscendo il ruolo fondamentale delle comunità educanti e sottolineando che la prevenzione si costruisce con una rete di comunità, con servizi di prossimità e con alleanze educative territoriali tra scuole, famiglie, associazioni, parrocchie e istituzioni. “In questo quadro – conclude p. Denora – consideriamo l’attestazione non come un punto di arrivo ma come l’inizio di un cammino condiviso con le famiglie e con tutta la comunità educante. Come scuola della tradizione dei Gesuiti, sentiamo profondamente anche il forte impegno che la Chiesa cattolica e la Compagnia di Gesù stanno esprimendo sul tema della tutela dei minori: per noi non si tratta di un aspetto accessorio, ma di una dimensione essenziale della missione educativa”.

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