Un serbatoio della raffineria Isab Sud di Priolo Gargallo, nel Siracusano, è stato sequestrato nella notte dai carabinieri del Nictas su disposizione dell’autorità giudiziaria, dopo che una quantità di petrolio grezzo era fuoriuscita dal tetto galleggiante dell’impianto. Secondo l’azienda, il prodotto non ha raggiunto il suolo e nessuno è rimasto ferito. Le indagini potrebbero essere collegate ai cattivi odori che nei giorni scorsi avevano allarmato i residenti di Solarino, Floridia e Siracusa.

Cosa è successo: la versione dell’azienda

Secondo quanto comunicato dall’Isab, il petrolio grezzo fuoriuscito dal tetto galleggiante del serbatoio non ha raggiunto il suolo, fermandosi sulla superficie dell’impianto. Le squadre interne sono intervenute tempestivamente: il prodotto è stato drenato e il serbatoio svuotato per accertare le cause dell’anomalia. “Il prodotto non è caduto sul suolo e nessuno si è fatto male — hanno precisato dall’azienda — si tratta di un evento minimale”. Gli impianti non si sono mai fermati e l’attività della raffineria ha proseguito regolarmente.

Il sequestro: interviene il Nictas

Nonostante le rassicurazioni dell’azienda, il personale del Nucleo investigativo dei carabinieri per la tutela ambientale e la sicurezza si è recato nella raffineria dopo una segnalazione, disponendo il sequestro del serbatoio su ordine dell’autorità giudiziaria. Gli inquirenti stanno ora lavorando per accertare l’entità dell’episodio e le eventuali responsabilità. È probabile — anche se sarà compito della magistratura stabilirlo — che l’inchiesta sia collegata ai cattivi odori che nei giorni scorsi hanno interessato un’ampia fascia del Siracusano.

I miasmi nel Siracusano: la denuncia dei sindaci e di Spada

Il 17 e 18 marzo scorso, un’ondata di odori sgradevoli aveva colpito diversi Comuni dell’area del Petrolchimico di Priolo, con segnalazioni a Solarino, Floridia e Siracusa. A farsi portavoce della preoccupazione dei cittadini era stato Tiziano Spada, sindaco di Solarino e deputato regionale del Pd, che insieme ai colleghi Francesco Italia, primo cittadino di Siracusa, e Marco Carianni, sindaco di Floridia, aveva denunciato pubblicamente la situazione. I tre amministratori avevano invocato un intervento urgente di ARPA Sicilia per monitorare la qualità dell’aria nell’AERCA — l’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale che comprende i territori di Augusta, Melilli e Priolo Gargallo — chiedendo che i risultati fossero resi noti con trasparenza ai residenti.

Il ruolo strategico dell’Isab per l’Italia

Il caso riaccende i riflettori su uno dei poli energetici più importanti del Paese. Le raffineria Isab e Sonatrach sono un asset di primaria rilevanza nazionale: insieme, i due soggetti industriali producono il 22 per cento di tutta la benzina e il gasolio che finisce nei serbatoi dei veicoli italiani. Un volume che rende qualsiasi interruzione dell’attività uno scenario ad alto impatto per l’intera filiera dei carburanti. Non a caso l’azienda ha ribadito con forza che gli impianti non si sono mai fermati.

Cosa succederà ora

Gli inquirenti dovranno stabilire se e in che misura la fuoriuscita di greggio possa aver contribuito alle emissioni maleodoranti avvertite nei giorni precedenti dai residenti di Solarino, Floridia e Siracusa. Restano aperte le domande sulla sicurezza dell’impianto e sulla qualità dell’aria nell’AERCA, territorio già storicamente sensibile sotto il profilo ambientale e sanitario. Attesa per i risultati delle analisi di ARPA Sicilia.