A San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, il funerale di Francesco Guerrera, scomparso a 54 anni mercoledì scorso, si trasformerà in una festa. È stata una richiesta precisa, lasciata ai familiari negli ultimi giorni di vita dopo una malattia fulminante durata appena tre mesi. Un modo diverso di affrontare l’addio, senza lacrime, ma con condivisione: “Organizzate una festa in mio ricordo, senza pianti o disperazione”.

Una vita nel ristorante di famiglia nel cuore del centro storico

Come raccontato su La Nazione, Francesco Guerrera era una figura molto conosciuta in città. Per oltre quarant’anni ha lavorato nel ristorante di famiglia “Da Giovannino”, affacciato su Piazza della Libertà, insieme alla sorella Francesca e ai genitori.

Un punto di riferimento per i sangiovannesi e per i turisti di passaggio, costruito con anni di lavoro quotidiano e presenza costante nel tessuto cittadino.

Il dolore della famiglia: dal Covid alla malattia improvvisa

La famiglia Guerrera aveva già affrontato un lutto pesante nel 2020, con la morte del padre Giovannino a causa del Covid. Poi, a dicembre, la nuova diagnosi: “Mio fratello ha cominciato a non sentirsi bene e dopo una serie di esami abbiamo purtroppo scoperto che il male era già in fase avanzata”.

Da quel momento è iniziato un percorso fatto di visite, ricoveri e spostamenti tra strutture sanitarie, in particolare a Firenze. Il tempo si è accorciato rapidamente, senza lasciare margini.

La richiesta prima di morire: “Fate una festa”

Negli ultimi giorni, Francesco ha scelto con lucidità come essere ricordato. Non un funerale tradizionale, ma un momento di incontro: “Ci ha chiesto di organizzare una festa in suo ricordo al ristorante perché non c’era ragione di piangere o disperarsi. E noi siamo felici di poterlo accontentare”.

Una decisione maturata con consapevolezza, dopo aver affrontato la malattia con determinazione fino alla fine.

Il “Funeral Party”: una tradizione che arriva dall’estero

Quella scelta ha un nome: “Funeral Party”, una pratica diffusa negli Stati Uniti che trasforma il momento del lutto in una celebrazione della vita.

Nel caso di Francesco Guerrera, il format verrà adattato alla realtà locale: dopo le esequie, un buffet e un brindisi nel ristorante che ha segnato tutta la sua esistenza.

Il giorno scelto: mercoledì, tra simbolo e destino

La festa non si terrà in un giorno qualsiasi. Francesco aveva indicato il mercoledì, giorno di chiusura del ristorante: “Ha chiesto espressamente che venisse fatta di mercoledì perché è il nostro giorno di chiusura di modo che non intralci il lavoro quotidiano”.

Una raccolta fondi per l’Associazione Luca Coscioni

La festa avrà anche uno scopo preciso: sostenere l’Associazione Luca Coscioni, impegnata nella difesa dei diritti legati al fine vita: “Ha sofferto molto nelle ultime ore di vita e ha capito l’importanza di questa battaglia”.

Durante l’evento sarà organizzata una raccolta fondi, trasformando il ricordo in un gesto concreto.

I funerali e il saluto finale

Le esequie si terranno mercoledì alle 16 nella chiesa di San Lorenzo, nel centro di San Giovanni Valdarno.

Subito dopo, amici, familiari e cittadini si sposteranno al ristorante per un brindisi collettivo. Un modo per salutare Francesco secondo la sua volontà: senza disperazione, ma con memoria condivisa.