I Carabinieri della Stazione di Piedimonte Etneo hanno identificato e deferito in stato di libertà un cinquantasettenne residente a Mascali, ritenuto responsabile di danneggiamento a seguito di incendio. L’attività investigativa, coordinata dalla Compagnia di Randazzo, ha permesso di ricostruire la dinamica di un rogo che, nella notte, ha coinvolto due autovetture nel centro cittadino.

L’allarme è scattato intorno alle ore 03:00, quando diverse segnalazioni al numero di emergenza hanno indicato un incendio in corso in via Principessa di Piemonte. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Riposto per le operazioni di spegnimento delle fiamme, che avevano inizialmente avvolto una Peugeot per poi estendersi a un secondo veicolo parcheggiato nelle vicinanze. Durante l’intervento è stata rilevata una perdita in una tubazione della rete del gas, danneggiata dal calore, rendendo necessario il blocco del flusso da parte dei tecnici specializzati per scongiurare esplosioni.

Le indagini si sono avvalse dell’analisi delle riprese dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona. I filmati hanno documentato l’azione di un uomo con il volto parzialmente travisato dal cappuccio di un giubbotto, il quale, dopo aver cosparso l’abitacolo della Peugeot con liquido infiammabile, ha appiccato il fuoco ed è fuggito a piedi. Ulteriori verifiche sulle telecamere comunali hanno mostrato il transito ripetuto di una vettura Fiat nei pressi del luogo dell’evento.

Gli accertamenti sulla vittima, un uomo di 41 anni, hanno fatto emergere recenti dissidi lavorativi con i titolari della ditta proprietaria della Fiat individuata nei video. Il mezzo è stato rintracciato dai Carabinieri presso un’area di sosta dell’aeroporto di Catania Fontanarossa; all’interno dell’abitacolo è stato rinvenuto e sequestrato il giubbotto corrispondente a quello osservato nelle registrazioni dell’incendio.

Il cinquantasettenne, pur fornendo una versione differente circa i propri spostamenti, ha ammesso la presenza a Piedimonte Etneo e la proprietà del capo d’abbigliamento sequestrato. La posizione dell’indagato resta ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per la verifica delle responsabilità nelle sedi opportune.