Il gip di Palermo Walter Turturici, respingendo la richiesta di archiviazione proposta dalla Procura, ha ordinato nuove indagini sulla morte del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo, trovato senza vita nella sua auto il 4 marzo 1995 nel cortile della sede della Legione Sicilia a Palermo.
Sul caso, per anni archiviato come suicidio, la famiglia del militare aveva chiesto nuovi accertamenti, conclusi i quali i pm avevano chiesto l’archiviazione, istanza a cui si erano opposti moglie e figli di Lombardo assistiti dall’avvocato Salvatore Traina.
Oggi la decisione del gip che, tra l’altro, ha disposto la riesumazione del corpo. Il giudice ha indicato in 6 mesi il termine per le nuove indagini.
Il maresciallo venne trovato senza vita nella sua auto, ucciso da un colpo di pistola alla testa. Nel veicolo fu trovata una lettera d’addio. Dopo aver prestato servizio a Terrasini Lombardo era passato ai carabinieri del Ros dove si era occupato della gestione del pentito Salvatore Cancemi. A novembre e a dicembre del 1994, insieme all’ufficiale Mauro Obinu, Lombardo aveva incontrato il boss Tano Badalamenti, detenuto negli Usa, per valutare la sua eventuale intenzione di collaborare con la giustizia. Il capomafia si sarebbe detto disposto a testimoniare in Italia su alcuni fatti come l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli ponendo come condizione che del suo trasferimento si occupasse Lombardo. Prima della trasferta negli Usa nel corso della trasmissione Tempo Reale condotta da Michele Santoro, l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il sindaco di Terrasini Manlio Mele fecero pesanti accuse a carico di Lombardo. Contemporaneamente, il pentito Salvatore Palazzolo dichiarò che il maresciallo era “avvicinabile” e la sua missione negli Usa fu cancellata. Il 25 febbraio 1995 Francesco Brugnano, confidente del sottufficiale venne ucciso.
“Mi sono ucciso per non dare la soddisfazione a chi di competenza di farmi ammazzare e farmi passare per venduto e principalmente per non mettere in pericolo la vita di mia moglie e i miei figli che sono tutta la mia vita. La chiave della mia delegittimazione sta nei viaggi americani”, c’era scritto nella lettera trovata insieme al corpo di Lombardo. Ma i familiari non hanno mai creduto al suicidio. Oltre alla riesumazione del cadavere del maresciallo disposta per accertare la causa del decesso e l’effettiva compatibilità col suicidio, il gip ha ordinato una nuova consulenza balistica sulla pistola di ordinanza e sul caricatore del carabiniere per capire se il proiettile e il bossolo custoditi presso l’ufficio corpi di reato siano stati o meno esplosi dall’arma in dotazione al sottufficiale e l’esame testimoniale del generale Michele Riccio e del capitano Nuzzi.
Quest’ultimo dovrà essere sentito su un colloquio tra Lombardo e il tenente lerfone presso gli uffici del Ros di Monreale intorno alle ore 12.30 del 4 marzo 1995 e sul colloquio che lo stesso sottufficiale ebbe col colonnello Giovanni Antolini. Il gip ha anche disposto che si approfondiscano gli appunti di Lombardo per capire se si trattasse di annotazioni di notizie apprese da fonte confidenziale “o di documentazione di atti di investigazione di vario genere” e infine che vengano sentiti alcuni esponenti dell’Ara come il tenente colonnello Giuseppe Arena che dovrà riferire sull’eventuale prelevamento dall’auto di Lombardo di una borsa con alcuni documenti, alla presenza di Obinu.






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