Sono costati 68 milioni di euro ma permetteranno di risparmiare 17 milioni ogni anno ripagandosi per intero nell’arco di 4 anni e producendo risparmi per il bilancio regionale stabilmente dal quinto anno in poi.

La Regione siciliana ha riacquistato 30 edifici adibiti ad uffici ed utilizzati dalla stessa amministrazione regionale che erano stati ceduti, negli anni di difficoltà economica dell’amministrazione, ad un fondo che poi li aveva nuovamente affittati alla Regione sicioiana

La giunta Schifani ha deciso di tornare sui passi fatti dalla giunte precedenti riacquisendo al proprio patrimonio gli stabili.

Schifani: “Immobili rilevati dopo 19 anni”

“A chi si lamenta sempre, voglio dire una cosa semplice: io guardo i fatti. Dopo 19 anni, abbiamo riportato a casa 30 palazzi della Regione. Immobili che in passato erano stati venduti e poi riaffittati, con un costo di circa 17 milioni di euro all’anno. Soldi dei cittadini. In totale, questa operazione, rivelatasi poco felice, è costata centinaia di milioni». Lo dice il presidente della Regione Siciliana intervenendo con un video social per commentare proprio la scelta de riacquisto, da parte della Regione, degli immobili che ospitano uffici dell’amministrazione.

Possibile grazie alla solidità dei conti regionali

“Noi – aggiunge Schifani – abbiamo deciso di cambiare strada. Grazie alla solidità dei conti, abbiamo investito 68 milioni per riacquistare questi immobili e tornare finalmente proprietari. Questo significa meno sprechi, più controllo pubblico e un risparmio concreto già nei prossimi anni. Mentre qualcuno continua a criticare, noi lavoriamo per sistemare quello che non funzionava. Meno parole, più risultati”.

La Sicilia verso lo sblocco dell’avanza di gestione

La solidità dei conti regionali garantita dalla congiuntura degli ultimi anni e dalle scelte operate sta portando verso lo sblocco anche degli avanzi di gestione che possono valere fino a due miliardi di ulteriori investimenti non appena saranno parificati tutti i bilanci pregressi. negli ultimi mesi si è già chiuso il contenzioso sui bilanci 2020 e 2021 e ora si procede verso l’approvazione davanti alla Corte dei Conti dei bilanci consolidati dal 2022 al 2024