L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni per l’aggiornamento delle tariffe massime dei DRG segna un punto di svolta atteso da oltre dodici anni. Il provvedimento, che immette nel sistema circa 350 milioni di euro complessivi, rappresenta una risposta concreta e puntuale alle istanze che le associazioni datoriali hanno presentato per anni ai tavoli istituzionali. Di queste risorse, la quota più rilevante – circa 245 milioni di euro – è destinata proprio al comparto del privato accreditato, garantendo una boccata d’ossigeno fondamentale per la sostenibilità delle strutture.
Sul tema è intervenuto con fermezza Domenico Amato, Segretario Nazionale di Confintesa Sanità, sottolineando come le istituzioni abbiano ormai completato il loro compito: “Ministero della Salute e Regioni hanno fatto esattamente quanto richiesto dai datori di lavoro, aggiornando tariffe che erano ferme al 2012 e portando incrementi significativi, come nel caso della riabilitazione neurologica dove la quota giornaliera balza da 273 a 330 euro. È la prova che la volontà politica è stata esercitata con i fatti. Ora, però, cade definitivamente ogni possibile giustificazione per il ritardo nel rinnovo del CCNL AIOP-ARIS. Questi fondi pubblici non possono e non devono servire esclusivamente a ripianare i bilanci aziendali, ma devono essere immediatamente utilizzati per restituire dignità economica ai lavoratori”.
A fargli eco è il Vicesegretario Nazionale Alessio Minadeo, che punta l’accento sulla necessità di un’azione immediata: “Il passo dell’apertura del tavolo contrattuale non è più un’ipotesi, ma un atto inevitabile e moralmente obbligatorio. Con un incremento medio delle tariffe del 14,7%, le associazioni datoriali hanno ottenuto le garanzie finanziarie che cercavano. È arrivato il momento che dimostrino lo stesso senso di responsabilità verso i loro dipendenti. Non dimentichiamo che la qualità delle prestazioni, oggi finalmente remunerate con valori attuali, dipende esclusivamente dalla professionalità di medici, infermieri e operatori che hanno continuato a lavorare con dedizione nonostante un contratto scaduto da troppo tempo”.
Confintesa Sanità ribadisce che il consolidamento economico delle strutture deve viaggiare di pari passo con la tutela del capitale umano. Con lo sblocco dei fondi per la riabilitazione e la lungodegenza, il percorso è tracciato: le parti datoriali escano dall’immobilismo e procedano alla convocazione urgente delle sigle sindacali per definire un rinnovo contrattuale che non è più differibile.


Comunicato Stampa


Roma, 04/04/2026

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