Nella mattinata di oggi, 9 aprile, su X GeopoliticalCenter (gruppo indipendente di analisi strategica e militare) ha segnalato che un drone da ricognizione MQ-4C Triton della US Navy, in missione sul Golfo Persico, ha dichiarato emergenza con una rapida perdita di quota.
La traccia radar pubblica del velivolo non è più visibile. Il drone era partito dalla base siciliana di NAS Sigonella.
Un drone da ricognizione americano Triton, che svolgeva una missione di ricognizione sul Golfo Persico, e partito da Sigonella ha dichiarato emergenza per poi scendere in maniera rapida di quota. La sua traccia radar pubblica non è più visibile, si trovava sul Golfo Persico.
— GeopoliticalCenter (@GeopoliticalCen) April 9, 2026
Da Sigonella al Golfo: un corridoio aereo lungo 3.500 chilometri
Dall’inizio dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sono numerosi i voli di droni USA dalla base di Sigonella verso il Golfo Persico: decolli e atterraggi con cadenza quasi giornaliera di un MQ-4C Triton che, dopo un viaggio di oltre 3.500 chilometri, pattuglia per ore il tratto di mare davanti alle coste iraniane prima di rientrare in Sicilia.
Prodotto da Northrop Grumman, il MQ-4C Triton è divenuto pienamente operativo per la US Navy nel 2023 e a fine marzo 2024 il primo esemplare è arrivato alla Naval Air Station di Sigonella. È stato sviluppato per fornire missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione in tempo reale su vaste regioni marine e costiere. La sua autonomia di volo supera le 24 ore consecutive, con un raggio operativo di 2.000 miglia nautiche dalla base di decollo.
Il 3 aprile: il Triton con transponder spento e la ricerca del pilota abbattuto
Il contesto operativo immediato che precede la segnalazione di oggi è documentato. Venerdì 3 aprile un F-15E Strike Eagle era stato abbattuto in Iran, primo caso noto dall’inizio del conflitto il 28 febbraio 2026. Uno dei due membri dell’equipaggio era stato recuperato rapidamente, in pieno giorno. Il secondo era rimasto disperso quasi 48 ore in area montuosa, con unità dei Pasdaran in movimento verso la zona.
Nelle ore successive, per due giorni consecutivi un drone Triton a pilotaggio remoto partito dalla base siciliana, guidato attraverso collegamento satellitare, ha pattugliato per circa tre ore il Golfo Persico settentrionale, nella medesima zona delle ricerche del caccia F-15 abbattuto. Il drone ha operato con il transponder spento, condizione di norma insolita per questo tipo di assetto.
Secondo Axios, le forze statunitensi hanno dovuto colpire reparti iraniani per tenere aperto il corridoio di recupero. Non un prelievo sotto copertura, ma una vera operazione di combat search and rescue in ambiente bellico attivo, condotta di notte con la copertura di decine di aerei. Trump ha seguito l’operazione dalla Casa Bianca insieme al segretario alla Difesa Pete Hegseth. Il secondo aviatore – un colonnello, ferito ma fuori pericolo – è stato recuperato nella notte.
L’ipotesi avanzata da Itamilradar, piattaforma indipendente di monitoraggio aereo, era che proprio il Triton da Sigonella avesse contribuito a localizzare il segnale del pilota disperso. Nessuna conferma ufficiale, ma la coincidenza temporale e geografica tra le missioni anomale e il salvataggio è stata rilevata da più fonti.
Cosa sorvegliava il Triton sul Golfo
Per capire la portata strategica delle missioni condotte da Sigonella verso il Golfo è utile leggere il quadrante operativo. Il Triton ha compiuto un lungo viaggio ad alta quota, attraversando il Mediterraneo orientale, sovolando lo spazio aereo egiziano, il Mar Rosso e l’Arabia Saudita, prima di entrare nello spazio aereo internazionale sopra il Golfo Persico. L’area di concentrazione delle orbite di ricognizione è la costa iraniana vicino a Bushehr, di fronte all’isola di Kharg.
Kharg è la valvola attraverso cui scorre la quasi totalità del greggio di Teheran: terminali in grado di caricare simultaneamente superpetroliere, capacità di stoccaggio nell’ordine di decine di milioni di barili, tra l’80 e il 90% dell’export nazionale. Un’isola che nelle ultime settimane è entrata nel perimetro delle discussioni strategiche americane come possibile obiettivo.
Il MQ-4C Triton può geolocalizzare bersagli marittimi e costieri, fornendo dati di tracciamento di “qualità d’arma” che vengono inviati in tempo reale ad altre piattaforme per facilitare il raid. Il drone è in grado di condurre ricognizioni dettagliate sull’obiettivo prima dell’attacco e, successivamente, valutare i danni.
Cosa non sappiamo ancora
Al momento restano aperti diversi interrogativi senza risposta verificabile. La natura dell’emergenza dichiarata dal Triton – guasto meccanico, guerra elettronica, abbattimento – non è accertata. Non è noto se il velivolo sia stato recuperato, sia precipitato in mare o su territorio iraniano. Non è nota la matricola specifica del drone coinvolto nell’evento odierno. La US Navy non ha rilasciato dichiarazioni.
AGGIORNAMENTO — 9 aprile, ore 14.12
Mentre le sorti del velivolo segnalato in emergenza nelle prime ore della giornata restano senza conferma ufficiale, le operazioni ISR da Sigonella non si sono fermate. Itamilradar ha reso noto di star monitorando nella stessa giornata una nuova missione di sorveglianza marittima ad alta quota condotta da un secondo MQ-4C Triton della US Navy, decollato dalla base catanese.
La traiettoria documentata dalla piattaforma mostra il velivolo transitare verso est lungo la rotta ormai consolidata, cioè Mediterraneo orientale, Medio Oriente, fino a raggiungere lo Stretto di Hormuz, dove ha effettuato prolungati circuiti di stazionamento all’ingresso dello stretto, volando vicino alle acque territoriali dell’Oman, nella Penisola di Musandam, con la prua orientata verso le coste meridionali dell’Iran, nell’area prospiciente Bandar Abbas e Jask.
Itamilradar precisa che la presenza di questo assetto sullo Stretto di Hormuz rientra nelle costanti operazioni di monitoraggio condotte dagli Stati Uniti e dai loro alleati per garantire la libertà di navigazione in un tratto di mare attraverso il quale transita una quota determinante del petrolio mondiale, mantenendo al contempo una sorveglianza ravvicinata sulle attività navali iraniane.






Commenta con Facebook