Bonus 1.000 euro ai nuovi nati: l’INPS ha pubblicato le istruzioni — il portale aprirà a breve e i fondi si esauriscono in ordine di arrivo.
Chi ha avuto un figlio nel 2026 – o lo avrà nei prossimi mesi – ha diritto a 1.000 euro una tantum dall’INPS. Ma c’è un problema che pochissimi conoscono: le domande vengono accolte in ordine cronologico fino all’esaurimento delle risorse stanziate, pari a 360 milioni di euro annui. Chi arriva tardi rischia di non ricevere nulla, anche avendo tutti i requisiti. Con la circolare n. 45 del 10 aprile 2026 l’INPS ha finalmente pubblicato le istruzioni operative per il bonus nuovi nati ma il portale per le domande non è ancora aperto: l’Istituto comunicherà la data con un messaggio successivo. Questo significa che c’è ancora tempo per prepararsi e farlo bene può fare la differenza.
Chi può riceverlo
Il contributo è riconosciuto per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Possono accedere i cittadini italiani, i cittadini UE e i loro familiari con diritto di soggiorno, oltre ai cittadini extra UE con permesso di lungo periodo o titolo di soggiorno idoneo. Il requisito di residenza in Italia deve essere continuativo dalla data della nascita fino al momento della presentazione della domanda: non basta essere residenti al momento dell’invio, occorre esserlo stati senza interruzioni dall’inizio.
Il tetto economico è fissato a un ISEE di 40.000 euro, ma qui entra la novità più importante del 2026. La Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari che esclude dal calcolo gli importi percepiti a titolo di Assegno Unico e Universale. In pratica, chi riceve l’Assegno Unico può vedersi ridurre il valore ISEE rilevante ai fini del bonus. L’INPS fa l’esempio di un nucleo con ISEE pari a 41.000 euro e importi AUU tali da determinare una riduzione convenzionale di 1.000 euro: in quel caso, il valore considerato scende a 40.000 euro e il requisito risulta rispettato. Famiglie che l’anno scorso erano fuori soglia potrebbero rientrare nel 2026.
Cosa fare adesso, prima che il portale apra
Il portale non è ancora attivo, ma prepararsi prima degli altri è la mossa giusta. Tre passi concreti da fare subito.
Il primo è verificare o aggiornare l’ISEE 2026. Prima di inviare la domanda è obbligatorio disporre di una DSU valida per il calcolo dell’ISEE minorenni che includa il figlio interessato. Chi non ha ancora fatto la dichiarazione deve recarsi al CAF o presentarla online: senza ISEE in corso di validità, la domanda non si può inviare.
Il secondo è controllare di avere SPID, CIE o CNS attivi. Il servizio per la presentazione della domanda è accessibile tramite portale INPS.it con identità digitale SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0, CNS o eIDAS, oppure tramite app INPS Mobile, Contact Center o istituto di patronato. Chi non ha ancora attivato lo SPID ha ancora qualche settimana di margine, ma conviene non aspettare.
Il terzo è preparare l’IBAN su cui ricevere il pagamento. In fase di richiesta bisognerà dichiarare il possesso dei requisiti, indicare i dati del figlio e scegliere la modalità di pagamento, con accredito su IBAN o bonifico domiciliato.
I tempi e la scadenza da non perdere
La domanda deve essere inviata, a pena di decadenza, entro 120 giorni dalla data di nascita o dalla data di ingresso in famiglia del minore. Chi supera quel termine perde il diritto al bonus senza possibilità di recupero. Per i nati nei primi mesi del 2026, prima che il portale aprisse, i 120 giorni decorreranno dalla data di pubblicazione del messaggio INPS che darà il via alle domande, non dalla data di nascita. È una tutela importante per chi non avrebbe potuto fare domanda prima.
Il bonus è esente da IRPEF: non entra nel reddito complessivo e non incide su detrazioni o altre soglie. In caso di più figli nati nel 2026, è necessario presentare una domanda separata per ciascun figlio.






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