L’avv. Santina Caffo, Vice Comandante della Polizia Locale di Misterbianco, la dott.ssa Marisa Scavo, già Procuratore presso la Procura del Tribunale di Catania, l’avv. Pietro Motta del Foro di Catania, la giornalista Sarah Donzuso e lo psicologo Sandro Mangano hanno preso parte, a Misterbianco, al Progetto Annuale Scuole in rete “Essere diversi per sentirsi uguali” .

Il progetto, fortemente voluto dall’Assessore alle Politiche Sociali Marina Virgillito e dal Sindaco Marco Corsaro, ha visto i sei istituti scolastici del territorio e il Comune di Misterbianco uniti per educare studenti, famiglie e docenti al rispetto della diversità nella comunità scolastica e sociale.


L’incontro di tre ore tra la Vice Comandante Santina Caffo, in veste di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, e il personale scolastico è stato incentrato sul duplice compito delle Forze di Polizia chiamate da un lato a tutelare i minori vittime di reato e dall’altro chiamate a contrastare i fatti delittuosi che coinvolgono i minori a diverso titolo.

La Vice Comandante ha svolto formazione ai docenti somministrando loro indicazioni chiare sulle modalità di segnalazione e denuncia all’A.G. in materia di reati in danno di minori o compiuti dagli stessi.

È stata posta attenzione ai reati procedibili d’ufficio di cui l’operatore scolastico può venire a conoscenza e rispetto ai quali ha obbligo di riferire senza ritardo all’autorità giudiziaria. 


L’insegnante è difatti un pubblico ufficiale ai sensi dell’art. 357 C.P., il personale ATA è un incaricato di pubblico servizio, ai sensi dell’ art. 358 C.P. , pertanto entrambi, nell’ipotesi abbiano ragionevoli sospetti che un minore stia subendo abusi o maltrattamenti fuori e/o dentro l’ambito scolastico, hanno obbligo di denuncia altrimenti rischiano di incorrere a loro volta nel reato di omessa denuncia ai sensi degli art. 361 e 362 C.P.

Punto focale della formazione è stato inoltre il tema dei minori come autori di reati in danno di altri minori attuati attraverso le nuove tecnologie -internet, social network, smartphone e chat- quali diffamazione, molestie, minacce, diffusione illecita di materiale a contenuto sessualmente esplicito, che si inseriscono nei fenomeni di bullismo e cyber bullismo.

 L’approccio che la PG deve utilizzare nei confronti di minori vittime di reati, ha continuato Caffo è quello della tutela, affinché le indagini, i procedimenti e le attività non aggravino il trauma subito o glielo facciano rivivere generando senso di colpa e/o vergogna, soprattutto nei casi di violenza domestica, di abuso fisico e/o psicologico e di abuso sessuale.

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