Confartigianato e Casartigiani Palermo esprimono forte soddisfazione per l’approvazione della nuova legge nazionale che tutela il settore: da oggi, potrà definirsi artigiano solo chi è regolarmente iscritto all’Albo. La norma colpisce duramente l’abusivismo nel territorio palermitano, prevedendo sanzioni che partono da un minimo di 25 mila euro e possono arrivare fino all’1% del fatturato per chi utilizza il termine in modo improprio.

«Finalmente una legge chiara che distingue le imprese artigiane da quelle industriali e commerciali», dichiara Giuseppe Terruso, presidente provinciale di Confartigianato Palermo. «Viene riconosciuto il valore professionale del settore e introdotte sanzioni severe, ma resta il nodo della concorrenza sleale di chi opera senza regolarità fiscale. Le sanzioni da sole non bastano: servono controlli efficaci degli enti locali e incentivi all’innovazione per sostenere concretamente le imprese oneste».


Sulla stessa linea il presidente di Casartigiani Palermo, Maurizio Pucceri: «È tempo di dire basta all’abuso sistematico del termine “artigianale”, sfruttato come semplice esca commerciale da chi con il nostro mondo non ha nulla a che fare. Questa pratica non ha solo alimentato la concorrenza sleale e confuso i cittadini, ma ha rischiato di svalutare l’essenza stessa dell’artigianato, che è il cuore pulsante della nostra economia e della nostra identità».

Il fenomeno a Palermo e provincia ha proporzioni critiche: in linea con i dati regionali siciliani, si stima che circa un’attività su cinque sia irregolare. Nel palermitano si parla di migliaia di abusivi, con picchi nei servizi alla persona — come parrucchieri ed estetisti — e nei comparti tecnici tradizionali. Per le due associazioni di categoria, la normativa rappresenta lo strumento necessario per far emergere quella “punta dell’iceberg” fatta di attività che operano in nero, garantendo finalmente trasparenza e tutela alle migliaia di imprese regolari del territorio.

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