Hanno cercato di bloccare un furgone a Palermo, minacciare il conducente e dileguarsi con un carico di elettrodomestici dal valore di centinaia di migliaia di euro.
I rapinatori non avevano considerato che il furgone era dotato di un impianto di geolocalizzazione, che ha permesso alla polizia di rintracciare il veicolo in tempi record nel quartiere di Tommaso Natale.
L’operazione si è conclusa con l’arresto di un ventinovenne, S. G., bloccato mentre si trovava ancora alla guida della refurtiva.
L’episodio è iniziato ieri mattina in via Umberto Giordano, a breve distanza dalla stazione Notarbartolo. La vittima, un autotrasportatore impegnato nel suo consueto giro di consegne, è stata improvvisamente circondata da quattro uomini a bordo di due scooter. Sotto la minaccia di una pistola, il lavoratore è stato costretto ad abbandonare l’abitacolo dell’Iveco Daily bianco. Mentre tre dei malviventi fuggivano sui ciclomotori, il quarto componente della banda si metteva al volante del camion, carico di frigoriferi, lavastoviglie e impianti di condizionamento, dirigendosi verso la periferia nord della città.
Non appena ripresosi dallo choc, l’autotrasportatore ha lanciato l’allarme al numero unico di emergenza 112. La centrale operativa della questura ha attivato le ricerche, diramando la nota radio a tutte le pattuglie in zona. Il segnale Gps del furgone ha fornito la traccia decisiva, indicando una rotta di fuga verso lo Zen. Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale hanno intercettato il mezzo poco dopo, dando vita a un breve inseguimento che si è concluso in via Tommaso Natale, a ridosso di piazza Mandorle, dove il furgone è stato definitivamente bloccato.
Il conducente ventinovenne è stato ammanettato sul posto e condotto negli uffici di polizia. Dopo le formalità di rito, è scattato l’arresto con l’accusa di rapina aggravata in concorso e il giovane è stato trasferito presso la casa circondariale Lorusso di Pagliarelli. Il carico, interamente recuperato, è stato restituito ai legittimi proprietari.
Le indagini però non si fermano qui. Gli investigatori stanno ora lavorando per identificare i tre complici che sono riusciti a far perdere le proprie tracce durante le fasi concitate dell’arresto. Oltre alla testimonianza della vittima, la polizia ha acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati nei pressi di via Umberto Giordano. I filmati potrebbero fornire dettagli preziosi sui volti degli assaltatori e sulle targhe degli scooter utilizzati per la rapina, chiudendo definitivamente il cerchio attorno all’intera banda.






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