Un excursus interdisciplinare, un viaggio nel tempo, tra mondo antico, medioevo e mondo moderno, per affrontare il Mediterraneo di oggi e di domani. Sono le premesse che hanno portato all’organizzazione ed alla realizzazione del convegno dal titolo “Il Mare Comune: rileggere il Mediterraneo tra storia, letteratura e diritto”. Una due giorni, 23 e 24 aprile, che si è tenuta presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. Un evento che nasce dalla collaborazione con il Movimento dei Focolarini. 

“Siamo un gruppo di esperti in storia, diritto, linguistica, letteratura, archeologia e ci siamo chiesti, in questo momento, così difficile per il Mediterraneo, quale poteva essere il nostro contributo. – sottolinea Serafina Perniola, tra gli organizzatori dell’evento e docente presso la Facoltà – La risposta è arrivata nell’offrire un contributo culturale di idee per recuperare tutte quelle che possano aprire al dialogo, che ci fanno scoprire l’alterità come una ricchezza e non come un ostacolo. A questo, si è aggiunto il desiderio di lavorare insieme, in una maniera e visione transdisciplinare”.

Dal mondo della letteratura a quello della storia e dell’archeologia arrivando sino a quello del diritto: 

“È stata un’esperienza veramente interessante. – commenta Elisabetta Scomazzon, giurista e membro della Scuola Abbà, nonché tra gli organizzatori – Gli sguardi erano naturalmente diversi, non è stato facile, veniamo anche da percorsi e da categorie diverse, ma lo sento profondamente importante oggi per guardare al futuro”.

“Uno scavo, direi in senso metaforico, dal passato sino al diritto che rappresenta l’applicazione concreta di queste relazioni: il confronto ha generato una prospettiva più ampia per andare oltre”, conclude Angela Maria Manenti, archeologa presso il Parco Archeologico di Siracusa e componente del comitato organizzatore.  


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