Ventisette associazioni si sono riunite a Palermo per fare il punto sulla “restanza”. Dagnino difende l’operato del governo: abbiamo fatto e faremo tanto per le nuove generazioni.
Risorse per far restare i giovani
Più risorse per i giovani, per creare le condizioni perché possano restare in Sicilia o tornarci. A cominciare dall’investire per questo la metà dei fondi dell’avanzo di bilancio dal 2022 ad oggi che si libereranno dopo la parifica della Corte dei Conti. E’ la richiesta del Forum dei giovani al governo regionale lanciata nel corso dell’iniziativa di presentazione del “Manifesto delle giovani e dei giovani siciliani”, oggi ai Cantieri culturali alla Zisa. Obiettivo è fermare l’emorragia che vede ogni anno oltre 20 mila ragazze e ragazzi abbandonare l’isola in cerca di migliori opportunità e condizioni di vita e di lavoro.
“Noi riteniamo- ha detto Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia, una delle 17 sigle del Forum – che le politiche messe in campo finora non abbiamo determinato cambiamenti significativi tali da potere parlare di svolta. Oltre agli interventi per l’apparato produttivo e i servizi- ha aggiunto- si potrebbe cominciare con un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione, utile anche a immettervi energie fresche e qualificate. La situazione attuale- ha sottolineato il segretario della Cgil- richiede misure straordinarie, ma la sensazione è che la classe politica sia miope. Parlano di crescita del Pil, ma vorremmo sapere cosa alimenterà il Pil una volta esaurite le misure transitorie come il Pnrr”.
Le scelte fatte dal governo a favore dei giovani
All’incontro era presente l’assessore al Bilancio della Sicilia Alessandro Dagnino che difende le scelte del governo a favore dei giovani. Attraverso misure che garantiscano il diritto allo studio, ma anche i servizi, come i trasporti e la sanità, e un lavoro di qualità, stabile e con una retribuzione adeguata.
Dopo la parifica, secondo quanto detto dall’assessore all’economia, Alessandro Dagnino, intervenuto al dibattito coordinato da Carola Cacocciola- saranno liberati circa 7 miliardi di euro, dei quali solo 1,5 a disposizione delle legge di bilancio 2025. Il parere di Dagnino su quanto fatto dal governo regionale è ovviamente opposto a quello di Mannino. L’assessore ha infatti rivendicato le “tante misure realizzate per promuovere il lavoro, le assunzioni, attrarre capitale umano. L’inversione di tendenza c’è- ha osservato- ma colmare i gap richiede tempo. Con la legge di bilancio 2026- ha aggiunto- il governo ha dimostrato di avere cura dei giovani, con una crescita dell’economia che continuiamo a spingere e speriamo anche di dare opportunità di lavoro”. Dagnino si è detto disponibile ad ascoltare le istanze dei giovani. Proprio quello che questi ultimi rivendicano, ritenendo che finora questo non sia avvenuto “Fino a pochi anni fa- ha detto Anthony Graziano, di Nun si parti- eravamo poche associazioni giovanili che brancolavano nel buio. Ora non è più così, i temi delle politiche giovanili e delle azioni necessarie per contrastare emigrazione e spopolamento sono al centro del dibattito ma non dell’azione politica, di un’azione che porti a soluzioni”.
La posizione di Anci Sicilia
Cresce però il fronte di chi chiede il cambiamento, con la partecipazione attiva dei giovani. “Siano qui- ha detto il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta-per acquisire le proposte del Forum e integrarle nel Manifesto della Restanza, che abbiamo promosso, e che ha raccolto già molte adesioni. C’è una grande emergenza da contrastare, le 40 mila persone che abbandonano ogni anno l’isola il 60% delle quali giovani, “ ed è necessario coordinare le azioni sul territorio”. “La strada da fare ancora è lunga- ha concluso Mannino- le risposte delle istituzioni sono inadeguate, occorre costruire una grande alleanza per una grande vertenza che ridia fiducia a questa terra”.






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