Anche le gemelle Paola e Stefania Cappa e la loro madre, Maria Rosa Poggi, hanno chiesto accesso agli atti dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell’agosto del 2007. Chiara era la cugina delle gemelle e la nipote di Maria Rosa Poggi. Le indagini, condotte dalla Procura di Pavia, erano state chiuse il 7 maggio scorso con la notifica dell’avviso di conclusione a Sempio, che ha sempre dichiarato la propria estraneità ai fatti.

Perché la famiglia Cappa vuole vedere le carte?

Dalla richiesta emergono due possibili intenzioni, distinte ma non necessariamente alternative.

La prima è la costituzione di parte civile in un eventuale processo a Sempio. Se la Procura di Pavia dovesse procedere con la richiesta di rinvio a giudizio e il caso approdasse a dibattimento, i familiari di Chiara Poggi avrebbero titolo a costituirsi parte civile per tutelare i propri interessi risarcitori. La famiglia Cappa, con la richiesta di accesso agli atti, si starebbe preparando a questa eventualità.

La seconda ipotesi riguarda un capitolo più vecchio e controverso del caso. Nell’ambito delle precedenti inchieste sull’omicidio di Chiara Poggi, alcuni testimoni avevano fatto riferimento alle gemelle Cappa, per poi ritrattare quelle dichiarazioni. Paola e Stefania non furono mai indagate. Visionando ora le carte, i loro legali potrebbero verificare se in quelle testimonianze ritrattate esistano gli estremi per procedere per calunnia ai loro danni.

Il quadro aggiornato del caso

L’inchiesta su Sempio ha prodotto nelle ultime settimane una serie di sviluppi che stanno allargando progressivamente la platea dei soggetti attivi nella vicenda. La difesa di Sempio deve depositare le proprie consulenze tecniche entro il 22 maggio. La Procura ha nel frattempo notificato alle difese una rettifica su un errore di attribuzione documentale relativo a un fascicolo del 2013, originariamente indicato come nato da una denuncia di Alberto Stasi e invece riconducibile a un esposto della famiglia Poggi. L’avvocato di Marco Poggi aveva già richiesto copia di quel fascicolo nell’aprile 2025.

Per l’omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi, l’ex fidanzato della 26enne, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. La Procura di Pavia ha sollecitato alla Procura Generale di Milano una valutazione per un’eventuale istanza di revisione di quel processo, procedura che la pg Francesca Nanni ha definito “delicata” e che richiederà ancora del tempo.
Le indagini proseguono.