Il fronte giudiziario aperto dalla famiglia Cappa nel caso Garlasco si allarga e diventa più aggressivo. Stefania Cappa, una delle gemelle cugine di Chiara Poggi, ha depositato una nuova denuncia penale nei confronti di tre persone: l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi; Alessandro Di Giuseppe, inviato del programma televisivo Le Iene; e Francesco Marchetto, ex maresciallo dei carabinieri di Pavia.
Le ipotesi di reato contestate sono diffamazione aggravata, associazione per delinquere finalizzata all’istigazione alla diffamazione e frode processuale-depistaggio.
Le dichiarazioni del legale della famiglia Cappa
L’avvocato Antonio Marino, che assiste la famiglia Cappa insieme ai colleghi Gabriele Casartelli e Valeria Mettica, ha illustrato i contorni della nuova denuncia con parole precise. “Sarà la magistratura di Milano a certificare o meno la violazione di doveri professionali e/o deontologici da parte di chi ha preso parte, a vario titolo, a questa martellante campagna denigratoria”, ha dichiarato il legale.
La denuncia, chiarisce Marino, “è stata presentata solamente dalla avvocatessa Stefania Cappa, nei confronti delle tre persone, avvalendosi delle risultanze di un’attività di investigazione svolta da una società investigativa appositamente ingaggiata già nell’autunno scorso. Riguarda reati procedibili a querela ed anche ipotesi di reato procedibili d’ufficio”.
Gli scavi nel fosso di Tromello e la registrazione allegata
Al centro della denuncia ci sarebbe anche l’episodio degli scavi nel fosso di Tromello, quando nel maggio 2025 gli investigatori cercarono vicino a una casa della famiglia Cappa l’arma del delitto, mai trovata, sulla base di una testimonianza poi rivelatasi inconsistente. Una delle molte piste seguite e abbandonate nei 19 anni del caso.
Alla denuncia sarebbero state allegate le trascrizioni di una registrazione di una conversazione tra Di Giuseppe e una giornalista. I legali di Stefania Cappa contesterebbero anche profili di frode e depistaggio nel procedimento.
Il fascicolo è finito sul tavolo del pubblico ministero di Milano Antonio Pansa, lo stesso che coordina gli accertamenti sulle decine di querele già depositate nelle scorse settimane dalla famiglia Cappa per diffamazione e stalking. I procedimenti aperti ammontano, in totale, a quasi un centinaio.
“Un quadro di sospetto assolutamente infondato”
Il dato che l’avvocato Marino definisce “incredibile” riguarda la sistematicità delle insinuazioni nei confronti di una famiglia che non è mai stata indagata. “Nonostante una manifesta estraneità dei membri della famiglia Cappa, rispetto ad ogni possibile profilo di coinvolgimento (parlo sia delle sorelle nonché della madre, nonché ancora di più del padre a più riprese qualificato come potente manovratore in grado di influenzare l’andamento e la direzione dell’indagini), sia stato alimentato con sistematica ricorrenza un quadro di sospetto assolutamente infondato, addirittura in contrasto con le già raccolte evidenze documentali e dichiarative”, ha affermato il legale.
A partire dal febbraio 2025, “quando sono ricominciate le indagini sul delitto di Garlasco”, spiega Marino, la famiglia ha assistito a “una incredibile quantità di dichiarazioni, insinuazioni, suggestioni relative alla presenza sulla scena del crimine diretta o indiretta delle sorelle Cappa”. “Evidente”, aggiunge, “che vi sia un interesse della famiglia Cappa a verificare la correttezza dell’operato degli appartenenti agli organi di informazione”.






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