La pistola calibro nove dell’agente della polizia municipale che ha sparato accidentalmente a un collega è stata sequestrata. Proseguono le indagini su quanto avvenuto in un appartamento in via Oreto dopo un nuovo agente del comando di via Ugo La Malfa ha esploso con colpo di pistola che ha raggiunto un collega di 32 anni.

La vittima ha subito un delicato intervento chirurgico per rimuovere l’ogiva esplosa a poca distanza che ha provocato danni nella zona del bacino. Il ferito è ricoverato all’ospedale Civico. La sera del 20 maggio si erano riuniti in sei nell’appartamento per vedere la partita. Tutti nuovi colleghi del comando. Alcuni erano in veranda altri due in un’altra stanza.

Secondo quanto hanno raccontato i partecipanti alla serata d’un tratto è stata presa la pistola dall’agente di 37 anni. La pistola è stata maneggiata in casa ancora carica. E così inavvertitamente è partito il colpo. Parallelamente è scattata anche l’indagine amministrativa da parte del comando della polizia municipale e degli uffici del personale.

I consiglieri di opposizione e l’equilibrio psicofisico del personale armato

“Alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e dell’equilibrio psicofisico del personale armato, abbiamo presentato un’interrogazione urgente all’Amministrazione comunale per verificare lo stato di attuazione del Regolamento della Polizia Municipale approvato dal Consiglio comunale, con particolare riferimento all’obbligo di certificazione di idoneità psicofisica all’uso e maneggio delle armi per il personale armato.

Il mantenimento di questo obbligo per gli agenti dotati di arma di servizio è stata una misura fortemente voluta dall’opposizione durante il confronto in Aula.

Per questo chiediamo all’Amministrazione di chiarire se le verifiche previste dal regolamento siano già state avviate, quanti operatori siano stati sottoposti agli accertamenti e quali siano le tempistiche per completare i controlli sul personale interessato.

Lo facciamo non soltanto per essere certi del rispetto delle decisioni assunte dal Consiglio comunale, ma soprattutto perché riteniamo che questi strumenti rappresentino una tutela innanzitutto per gli stessi agenti della Polizia Municipale, chiamati ogni giorno a svolgere un lavoro delicato e ad assumersi grandi responsabilità”.

Lo dichiarano i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico (Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi), del Movimento 5 Stelle (Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli), di AVS (Giambrone e Mangano) di Oso (Argiroffi e Forello) del Gruppo Misto (Carmelo Miceli e Giaconia) e Franco Miceli.