L’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo si allarga su tre fronti simultanei. Il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha comunicato ieri, su X, che nella Repubblica Democratica del Congo sono stati identificati finora più di 900 casi sospetti, di cui 101 confermati in laboratorio. Nel frattempo il virus ha raggiunto una nuova provincia, il Sud Kivu, in una zona controllata da gruppi armati. E in Uganda due nuovi casi confermati tra il personale medico di Kampala portano il totale nel Paese a sette.
Il bilancio aggiornato: 900 casi sospetti, 101 confermati
“Con il rafforzamento delle attività di sorveglianza nella lotta contro l’Ebola nella RDC, sono stati identificati finora più di 900 casi sospetti, di cui 101 confermati”, ha scritto Ghebreyesus su X domenica. Il dato dei 101 confermati in laboratorio è il primo comunicato ufficialmente dall’OMS con questo livello di dettaglio e offre una misura più precisa della diffusione reale rispetto al solo conteggio dei sospetti.
Il bilancio più recente del Ministero della Salute congolese, diffuso sabato, parlava di 204 morti su 867 casi sospetti nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. Le autorità congolesi avevano dichiarato ufficialmente l’inizio dell’epidemia il 15 maggio, giorno in cui l’OMS aveva attivato l’allerta sanitaria internazionale. Secondo l’organizzazione, il ceppo Bundibugyo presenta un tasso di letalità che può raggiungere il 50%. Negli ultimi cinquant’anni l’Ebola ha provocato oltre 15mila morti in Africa, con tassi di mortalità variabili tra il 25% e il 90%.
Il Sud Kivu: il virus entra in zona di guerra
Il fronte più preoccupante è l’apertura di un nuovo focolaio nel Sud Kivu. Secondo l’ultimo rapporto del Ministero della Salute congolese citato da Radio Okapi, sono stati registrati due casi confermati nella zona sanitaria di Miti-Murhesa, nel territorio di Kabare, circa 20 chilometri a nord di Bukavu. Uno dei due pazienti è deceduto.
Il responsabile medico della divisione sanitaria provinciale del Sud Kivu, Aimé Alengo, ha sottolineato che l’area è interessata dall’insicurezza provocata dalla presenza di gruppi armati, in particolare della ribellione AFC/M23. La presenza dei ribelli ostacola concretamente l’attuazione delle misure di risposta sanitaria.
Di fronte all’espansione del contagio, il governo congolese ha annunciato nuove iniziative diplomatiche. Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il ministro della Sanità ugandese e il direttore generale dell’Africa CDC, il ministro della Salute pubblica Roger Samuel Kamba ha spiegato che Kinshasa sta lavorando per facilitare l’ingresso delle squadre sanitarie e umanitarie nelle zone controllate dai gruppi armati. Kamba ha inoltre comunicato di aver chiesto al primo ministro la riapertura dell’aeroporto internazionale di Goma e un migliore accesso logistico al Sud Kivu, per accelerare il dispiegamento degli aiuti e coordinare la risposta regionale.
Uganda: due operatori sanitari positivi a Kampala
Le autorità ugandesi hanno confermato due nuovi casi di Ebola nella capitale Kampala. I due nuovi pazienti sono membri del personale medico di una struttura sanitaria privata della città. Con questi due casi, il totale dei casi confermati in Uganda dall’inizio dell’epidemia del 15 maggio sale a sette.
Il contagio di operatori sanitari in ambiente ospedaliero fuori dalla zona di origine dell’epidemia è uno degli scenari che le autorità sanitarie internazionali monitorano con maggiore attenzione: riflette la difficoltà di contenere il virus anche in strutture con più risorse rispetto alle aree rurali dell’Ituri.






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