Una nuova aggressione ai danni del personale sanitario si è consumata sabato scorso all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Cervello. Un’infermiera in servizio è stata circondata e colpita alla testa con un’asta per flebo da un gruppo di persone, dopo essere stata presa di mira con insulti e minacce di morte.

La tensione in accettazione e l’arrivo dei codici rossi

La ricostruzione dell’episodio evidenzia come le tensioni siano iniziate con l’arrivo nella struttura di via Trabucco di un giovane in evidente stato di alterazione da alcolici, accompagnato da un amico. Il ragazzo si sarebbe mostrato da subito ostile e aggressivo nei confronti del personale di turno. Durante le fasi dell’accettazione, la situazione è degenerata con l’arrivo simultaneo di altri conoscenti del giovane e, contemporaneamente, di un altro paziente trasportato d’urgenza in codice rosso da un’ambulanza del 118. Il sovrapporsi delle emergenze ha creato momenti di forte confusione, costringendo i sanitari a gestire il quadro critico in presenza di numerose persone che non avrebbero dovuto occupare quei locali.

L’aggressione fisica e l’intervento della polizia

Nella calca che si è generata, il gruppo di amici del giovane intossicato ha accerchiato l’infermiera. Dalle minacce verbali e gli insulti si è passati rapidamente alla violenza fisica, culminata nel momento in cui la donna è stata colpita al capo con l’asta metallica utilizzata per le flebo. Il personale di vigilanza privata in servizio al nosocomio ha lanciato immediatamente l’allarme, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono giunti gli agenti delle volanti di polizia, che hanno incontrato forti resistenze prima di riuscire a ristabilire la calma e ad avviare le procedure per l’identificazione dei presenti, i quali avrebbero continuato a inveire contro i sanitari anche davanti alle divise.

 Fials, servono i presidi della polizia

Sulla vicenda è intervenuta la Fials per voce di Giuseppe Forte, Antonio Ruvolo e Giovanni Cucchiara della segreteria provinciale e Luciano Gargano della segreteria aziendale: “Ancora una volta – dicono – ci troviamo commentare episodi di violenza che continuano a mettere in pericolo la vita degli operatori sanitari. Bisogna urgentemente intervenire con un forte potenziamento della sicurezza anche privata nei pronto soccorso e valutare ulteriori azioni assieme alle istituzioni preposte, per consentire a medici, infermieri e operatori sanitari tutti di poter agire serenamente senza il rischio quotidianamente di essere aggrediti mentre stanno svolgendo il proprio lavoro. Fondamentale a nostro avviso può risultare l’istituzione dei posti di polizia come avveniva un tempo”.