La deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla è indagata dalla Procura di Milano per false fatturazioni.

L’inchiesta, coordinata dai pm Antonio Pansa e Giancarla Serafini con l’aggiunto Paolo Ielo e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, riguarda il programma televisivo “Dalla parte degli animali“, condotto dalla parlamentare su Rete 4.

Le fatture contestate coprono il periodo tra il 2020 e il 2026 per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro.La notizia, anticipata da Repubblica, è stata confermata da fonti qualificate. La Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni nelle sedi di tre società di produzione televisiva a Milano, Torino e Roma e nella sede dell’ENCI, l’Ente nazionale cinofilia italiana, con sede nel capoluogo lombardo.

Le perquisizioni nelle sedi delle società e dell’ENCI non riguardano direttamente la parlamentare. Sono indagati in tutto sei soggetti: Brambilla, il presidente dell’ENCI Espedito Massimo Muto e gli amministratori delle tre società di produzione.

Il meccanismo contestato

Il cuore dell’inchiesta è il rapporto di sponsorizzazione tra l’ENCI e il programma “Dalla parte degli animali”. Secondo la ricostruzione della Procura diretta da Marcello Viola, l’ente avrebbe versato circa 1,5 milioni di euro come sponsor del programma: contrattualmente, quei soldi dovevano servire a pagare la produzione. Nella realtà contestata dall’accusa, il flusso di denaro avrebbe seguito un percorso diverso.

I fondi sarebbero arrivati alle società di produzione e da lì, circa il 90%, sarebbero stati girati alla parlamentare a titolo di compenso per il suo ruolo di conduttrice. Solo il restante 10% sarebbe rimasto nelle casse delle società per coprire i costi effettivi di produzione. Le fatture sarebbero state gonfiate rispetto ai costi necessari, rendendo così non trasparente la destinazione reale dei fondi.

Secondo l’accusa, gli amministratori delle tre società di produzione erano consapevoli di questo meccanismo.

L’origine dell’inchiesta: Report

Il caso era stato portato all’attenzione pubblica da alcune puntate del programma di Rai 3 Report, circa un anno fa. Quelle trasmissioni avevano sollevato dubbi sul rapporto finanziario tra l’ENCI e il programma condotto dalla parlamentare, aprendo la strada alle indagini della Procura di Milano.