“Le guerre che continuano a insanguinare diverse aree del mondo stanno provocando vittime innocenti, instabilità internazionale e conseguenze economiche che ricadono sulle famiglie, sulle imprese e sui lavoratori. L’aumento dei costi energetici, le tensioni commerciali e l’incertezza dei mercati stanno rallentando la crescita e mettendo sotto pressione l’economia globale”. Lo afferma Ignazio Messina, vicepresidente nazionale dell’ANCI e portavoce di Noi Moderati.
“Le conseguenze dei conflitti arrivano ogni giorno nelle case degli italiani attraverso il costo dell’energia, l’inflazione, la frenata degli investimenti e le tensioni sui mercati internazionali. Per questo la pace non è un tema che riguarda soltanto la diplomazia, ma la vita concreta dei cittadini”.
“È il momento che tutti i Paesi democratici e civili intensifichino ogni sforzo diplomatico per fermare le guerre e isolare ogni deriva guerrafondaia. La pace non è un valore astratto: è una condizione necessaria per garantire sviluppo, lavoro, giustizia sociale e futuro alle nuove generazioni. Chi ha responsabilità istituzionali deve lavorare per costruire ponti e non per alimentare conflitti”.
“Il mondo ha bisogno di costruttori di pace, capaci di favorire il dialogo e la cooperazione tra i popoli. La pace rappresenta il presupposto indispensabile per garantire sviluppo economico, coesione sociale e prospettive alle nuove generazioni. Difenderla significa difendere il futuro delle nostre comunità”.
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