Una cena in un ristorante di Roma, l’allergia comunicata chiaramente al personale e poi la corsa in ospedale. Aldo Montano, campione olimpico di scherma ad Atene 2004, è stato ricoverato per shock anafilattico dopo aver ingerito la caseina, una proteina del latte, nonostante avesse avvertito il locale della sua allergia. Lo ha raccontato lui stesso su Instagram, pubblicando una foto dal letto d’ospedale con la maschera di ossigeno. Non è la prima volta: episodi analoghi si erano già verificati nel 2010 e nel 2021.
Il racconto di Montano: i virgolettati integrali
Il post pubblicato da Montano sul suo profilo Instagram riporta queste parole: “Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita”.
Il campione ha poi allargato il discorso alla situazione generale: “Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto”.
Il terzo blocco del post riguarda direttamente chi lavora nella ristorazione: “Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono ‘piccole distrazioni’ quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico. Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro”.
La chiusura del post è una denuncia diretta: “È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore”.
Il terzo episodio: i precedenti del 2010 e del 2021
La vicenda di queste ore non è isolata nella storia personale di Montano. L’ex schermidore era già stato ricoverato per shock anafilattico in due occasioni precedenti: la prima nel 2010, la seconda nel 2021. Tre episodi in meno di vent’anni, tutti riconducibili alla stessa allergia, tutti potenzialmente letali. Montano ha già vissuto questa situazione due volte prima di questa notte.
Il ricovero all’ospedale Santo Spirito In Sassia
Al termine del post, Montano ha voluto ringraziare le persone che si sono prese cura di lui al pronto soccorso: “Un ringraziamento enorme a tutto lo staff ospedaliero, le dottoresse Roberta, Annalisa e Tiziano del pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito e al mio driver coraggioso”.
Il ricovero è avvenuto al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito In Sassia di Roma.






Commenta con Facebook