Il trasporto marittimo internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz rallenta dopo i nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran degli ultimi due giorni. Ne dà notizia la CNN, citando dati sul traffico marittimo nella regione.
Le esportazioni iraniane dall’isola di Kharg
Secondo gli analisti del settore, l’Iran ha approfittato della recente tregua nel conflitto per accelerare le esportazioni dall‘isola di Kharg, il suo principale snodo per l’export di greggio. “Prevedendo un possibile e imminente ripristino del blocco da parte della Marina statunitense, Teheran ha spedito non meno di 10 milioni di barili di greggio e carburanti in una sola notte”, ha riferito oggi TankerTrackers.
Inoltre, secondo gli analisti di Windward, servizio di intelligence marittima, “tutti e tre i terminal di esportazione dell’isola di Kharg sono rimasti completamente occupati” nonostante gli ultimi attacchi statunitensi. “Circa 63 milioni di barili di greggio iraniano si trovano ora in mare”, sottolinea Windward. Dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno revocato la deroga che consentiva le esportazioni di greggio iraniano, “operatori, assicuratori e acquirenti sono pienamente esposti alle sanzioni secondarie statunitensi su qualsiasi carico gestito”.
Il traffico nello Stretto di Hormuz
I dati del servizio di tracciamento MarineTraffic hanno mostrato solo una manciata di imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, tra cui due petroliere iraniane vuote in ingresso nel Golfo. Una nave carica di gas di petrolio liquefatto, operata da Adnoc, la compagnia energetica statale degli Emirati Arabi Uniti, stava lasciando il Golfo seguendo una rotta vicina alla costa dell’Oman.
Secondo la società di monitoraggio navale Kpler, lunedì 6 luglio avevano attraversato lo Stretto 36 navi e martedì 7 luglio 41, dati in linea con la media della scorsa settimana, pari a circa 40 attraversamenti al giorno.
La posizione di Israele
Le forze armate israeliane sono “in allerta e pronte a riprendere la campagna” contro l’Iran. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante una cerimonia di consegna dei brevetti ai piloti. L’esercito, ha affermato Katz, è pronto a “riconquistare la superiorità aerea e condurre autonomamente attacchi israeliani in Iran per eliminare le minacce, anche per una terza volta”. “Se dovremo tornare, torneremo con una forza ancora maggiore”, ha aggiunto il ministro.
L’avvertimento del ministro degli Esteri iraniano
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia contro qualsiasi ulteriore “avventurismo” militare da parte degli Stati Uniti, dopo aver condannato gli attacchi statunitensi contro l’Iran come una violazione del Memorandum d’intesa di Islamabad. Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il capo dell’esercito del Pakistan, come reso noto dal ministero degli Esteri della repubblica islamica.
L’attacco alla base giordana di Azraq
I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani hanno annunciato di aver lanciato dieci missili balistici contro la base militare giordana di Azraq. Amman ha dichiarato di aver intercettato otto missili lanciati dall’Iran, senza vittime né danni.
La condanna dell’Arabia Saudita
Il governo saudita ha espresso dura condanna per gli attacchi iraniani contro Kuwait, Bahrein e Giordania. “Condanniamo il ripetersi degli attacchi criminali dell’Iran contro Kuwait, Bahrain e Giordania”, ha dichiarato il ministero degli Esteri saudita in una nota ufficiale ripresa dall’agenzia di stampa Spa. “Rinnoviamo il nostro fermo rifiuto per le violazioni da parte dell’Iran della sovranità degli Stati fratelli e per la sua persistente minaccia alla sicurezza e alla stabilità della regione”, ha aggiunto la diplomazia di Riyadh.






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