Palermo, 9 luglio 2026 – Un intervento legislativo regionale capace di rendere omogenee le modalità di erogazione del servizio in tutto il territorio siciliano e garntire continuità occupazionale e livelli qualitativi di assistenza. E’ questa la principale richiesta emersa oggi all’assemblea degli Asacom che si è svolta alla Cgil Palermo, promossa dalla Flc Cgil Palermo e da Nidil Cgil Palermo, alla quale hanno partecipato consiglieri comunali e rappresentanti politici di M5S, Sinistra Italiana, Progetto Civico Italia.
L’iniziativa è stata sollecitata dagli stessi lavoratori lavoratrici Asacom impegnati nel servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti e delle studentesse con disabilità del Comune di Palermo. Un momento di ascolto e di confronto sulle condizioni di lavoro degli operatori, sulla continuità e sulla qualità del servizio e sulle prospettive di un settore che, nonostante la sua rilevanza sociale ed educativa, continua a essere caratterizzato da precarietà, frammentazione gestionale e incertezza normativa.
Nel corso dell’incontro, gli operatori hanno consegnato un documento programmatico e rivendicativo per chiedere: l’inquadramento contrattuale e previdenziale, l’orario di lavoro e la sostenibilità delle prestazioni, la semplificazione delle procedure amministrative e dei sistemi di validazione oraria, la tutela del salario e la continuità reddituale, l’adeguamento economico dei compensi, le modalità di reclutamento, un modello complessivo di gestione del servizio.
“La presenza degli esponenti politici, che ringraziamo, ha consentito di avviare un dialogo diretto con le lavoratrici e i lavoratori e di raccogliere le istanze provenienti da chi garantisce quotidianamente un servizio indispensabile per il diritto allo studio e per l’inclusione scolastica”, affermano Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo e Francesco Brugnone, segretario generale NidiL Cgil Palermo.
È stata inoltre condivisa la necessità di istituire un tavolo permanente di concertazione, con la partecipazione della Regione siciliana, del Comune di Palermo, dei sindacati e di una rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra le proposte avanzate, anche quella di avviare un percorso di internalizzazione degli operatori specialistici, valutando forme di stabilizzazione della figura professionale a livello regionale o nazionale.
Ancora pendente intanto è il ricorso promosso da oltre settanta operatori Asacom, che hanno contestato l’obbligo di apertura della partita Iva, in quanto l’attività svolta presenta caratteristiche riconducibili a un rapporto di lavoro subordinato piuttosto che autonomo. L’esito del giudizio potrebbe essere determinante.
La vertenza proseguirà dunque in tutte le sedi. «È necessario – aggiungono Cirino e Brugnone – assumere impegni concreti, individuare risorse certe e costruire soluzioni strutturali che tutelino contemporaneamente i lavoratori, gli studenti con disabilità, le famiglie e la qualità del servizio. Ed evitare così che il problema, conosciuto da anni, si ripresenti all’inizio di ogni anno scolastico».
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