Ci sarebbe un trafficante di droga detenuto a Trani, Salvatore Verga, 36 anni, tra i mandanti dei raid che da ottobre scorso terrorizzano Palermo.

L’hanno scoperto i carabinieri del comando provinciale che oggi hanno eseguito 22 fermi (a Verga e altri 6 il provvedimento è stato notificato in carcere.) Gli investigatori hanno trovato nel cellulare di uno dei “piciotti” indagati per le intimidazioni subite da commercianti e imprenditori un messaggio del detenuto che, dietro le sbarre, poteva tranquillamente dare ordini con uno smartphone.

L’inchiesta dell’Arma è la seconda puntata di una indagine che a giugno aveva portato al fermo di 8 giovani accusati di aver agito per conto del racket delle estorsioni, seminando la paura in città.

Il nuovo pentito

C’è un nuovo collaboratore di giustizia dietro l’indagine sull’escalation di attentati del racket delle estorsioni a Palermo che oggi ha portato al fermo di 22 persone. Si tratta di Alessio D’Agostino, finito in cella il 20 marzo 2026, che ha descritto il ruolo di rilievo assunto, nell’ambito delle dinamiche del mandamento mafioso di Tommaso Natale – San Lorenzo, dal trafficante di droga Salvatore Verga, accusato di gestire dal carcere i “picciotti” incaricati delle intimidazioni.

Le due vittime che hanno denunciato

Solo due delle tante vittime delle intimidazioni del racket delle estorsioni, che terrorizza i commercianti palermitani da mesi, hanno denunciato di aver subito richieste di pizzo. Emerge dall’indagine che oggi ha portato a 22 fermi. Uno dei due , un imprenditore, sentito a sommarie informazioni a fine giugno ha confermato i sospetti degli investigatori raccontando di aver ricevuto una richiesta iniziale di 5.000 euro, successivamente ridotta a 3.000 euro, somma che aveva dato in due rate. La vittima ha descritto gli estortori e ha consegnato le immagini dei due mentre gli chiedevano il pizzo. Questo ha rafforzato le prove a carico di Andrea Perugia e Massimiliano Clemente, tra i fermati di oggi. Sarebbero andati nell’esercizio commerciale dell’imprenditore dicendogli di “mettersi a posto” e minacciandolo che se non l’avesse fatto avrebbe subito la sorte di altre vittime. “Sai cosa sta succedendo agli altri”, gli avrebbero detto. Uno dei due esattori, Perugia, era suo cliente abituale.

L’intimidazione a Sicily by Car

C’è anche il tentativo di estorsione a Tommaso Dragotto, nella sede della Sicily by Car di Carini, nell’inchiesta della Dda di PALERMO che oggi ha portato a 22 fermi. Gli autori dell’attentato all’imprenditore sarebbero Salvatore Verga, che avrebbe dato ordini dal carcere agli esecutori materiali, e Rosario Piazza e Baldassare Rizzuto. Gli accertamenti sul telefonino di Piazza hanno permesso di accertare come Verga abbia commissionato l’esecuzione dei danneggiamenti; il reclutamento del complice, Rizzuto; la commissione del furto dell’auto usata per raggiungere i luoghi delle intimidazioni alla Sicily by Car. Sempre l’analisi dei messaggi ha permesso di scoprire che Verga pagò Piazza e Rizzuto per l’incarico portato a termine.

Gli indagati

Sono 22 le persone indagate nel blitz, di cui 7 già detenute per altro.  I fermati per le intimidazioni e i danneggiamenti sono 11: Salvatore Ariolo, 52 anni, Gioacchino Buzzotta, 21 anni, Gian Mattia Celestino, 21 anni, Massimiliano Clemente, 52 anni, Andrea Perugia, 28 anni, Rosario Piazza, 19 anni, Giuseppe Pirrotta, 25 anni, Baldassarre Rizzuto, 25 anni, Manuel Salamone, 34 anni, Matteo Salamone, 38 anni, Salvatore Verga, 35 anni.

Gli indagati per reati legati alla droga: Francesco Paolo Albamonte, 35 anni, Maria Claudino, 65 anni, Stefano Claudino, 31 anni, Salvatore D’Arpa, 32 anni, Emanuele Donesi, 25 anni, Giuseppe Faija, 30 anni, Marco Ferrante, 34 anni, Aldo Tenerelli, 21 anni, Gaetano Verga, 66 anni, Salvatore Verga 35 anni Khemais Lausgi, 37 anni.