Parte dalle troppe ombre, dai troppi dubbi, dalle troppe contraddizioni e omissioni su una morte archiviata come suicidio, il lavoro di ricerca che ha portato Giovanna Cucè e Nadia Furnari alla stesura del libro inchiesta “Rita Atria. La settima vittima di Via D’Amelio”, edito da Mesogea.

La sua presentazione alle 18 di venerdì 17 luglio in piazzetta Bagnasco dove, a dialogare con Nadia Furnari saranno i giornalisti Roberto Greco e Gilda Sciortino.

L’evento fa parte del ricco cartellone dell’ottava edizione della stagione culturale di Piazzetta Bagnasco, che ha preso il via il 21 maggio, promossa dall’associazione Piazzetta Bagnasco con Cappadonia Gelati come sponsor e i gemellaggi con Efebo D’Oro ed Etna Book. 

Il libro

Il 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui viene assassinato il giudice Paolo Borsellino, Rita Atria – la diciassettenne che a lui e alle sue sostitute procuratrici aveva raccontato i segreti della mafia di Partanna – muore a Roma, precipitando da un balcone del civico 23 di viale Amelia. La sua tragica morte viene archiviata come suicidio, ma la verità rimarrà oscurata. Ecco, dunque, una nuova edizione ampliata e aggiornata dopo la precedente pubblicazione per Marotta&Cafiero, che ricostruisce sulla base di ulteriori documentazioni d’archivio e testimonianze la storia di Rita Atria non solo come una ‘storia di mafia’, ma come una storia emblematica di abbandono da parte delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerla. “Un abbandono di Stato” che fa della giovane la settima vittima indiretta della strage di via D’Amelio e che rende impossibile considerare la sua scomparsa un caso chiuso. Questo libro intende contribuire a riaprirlo. Per rendere giustizia a Rita; per non vanificare l’impegno di chi ha lottato e lotta autenticamente contro le mafie.


Luogo: Piazzetta Bagnasco, Piazzetta Bagnasco, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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