Il caldo africano punta il suo apice sull’Italia tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio. In Sicilia, Caltanissetta potrebbe raggiungere i 40°C, mentre la sabbia sahariana renderà i cieli lattiginosi e color ocra. Di giorno la polvere potrebbe limare circa un grado dalle massime; di notte, invece, rischia di trattenere il calore e rendere il riposo ancora più difficile. La possibile flessione dell’alta pressione nel fine settimana non promette un ritorno a temperature normali: il calo previsto è di 4-5 gradi, con valori ancora attorno ai 33-34°C.
Il dato siciliano – come spiegato da Lorenzo Medici de Il Meteo.it – si inserisce nella terza ondata di calore di quest’estate, dopo quelle di fine maggio e metà giugno. La massa d’aria molto calda arriva dalla Francia. Parigi ha superato i 40 gradi e ha toccato 40,9°C il 24 giugno, continuando nei giorni successivi a sfiorare valori eccezionali.
Seguire la traiettoria del caldo dalla Francia alla Sicilia
L’anticiclone ha già investito la Sardegna con valori vicini a quelli osservati in Francia. La fase più intensa è attesa tra il 16 e il 17 luglio. Saranno i due giorni da seguire. Le aree interne sarde potrebbero toccare 44°C, mentre Oristano arriverebbe a 41°C. Per Caltanissetta, Terni e Foggia la previsione indica 40°C. Firenze potrebbe raggiungere 39°C, Roma 38°C e Milano 36°C.
Capire cosa farà la sabbia sahariana tra giorno e notte
La nuova fase calda avrà anche un segno visibile. Come anticipato, una grande quantità di sabbia sospesa in quota potrà rendere il cielo biancastro, lattiginoso o tendente all’ocra. I tramonti potranno assumere colori più intensi, soprattutto quando la luce attraverserà gli strati di polvere presenti nell’atmosfera.
Nel dettaglio, la sabbia può schermare in parte la radiazione solare e ridurre le massime di circa 1°C. Si tratta però di una differenza limitata, insufficiente a cambiare la natura dell’ondata. A Caltanissetta, per esempio, un valore vicino ai 40°C resterebbe molto pesante anche con una lieve attenuazione.
Il problema maggiore potrebbe presentarsi dopo il tramonto. È il nodo delle ore notturne. La stessa coltre di polvere che durante il giorno filtra una parte dei raggi solari può ostacolare, di notte, la dispersione del calore emesso dal suolo.
L’effetto descritto è simile a quello di una coperta: l’aria resta più calda, l’afa aumenta e le temperature minime fanno più fatica a scendere. La seconda buona notizia, quella dei tramonti dai colori particolari, avrà quindi un rovescio poco piacevole.
Per chi vive nelle città e nelle aree interne, la difficoltà non sarà legata soltanto al picco pomeridiano. Le notti molto calde possono prolungare lo stress termico e ridurre le ore di recupero, lasciando abitazioni e strade già surriscaldate all’inizio della giornata successiva.
Valutare la rinfrescata senza aspettarsi un vero cambio d’aria
Tra sabato e domenica i modelli intravedono una lieve flessione dell’alta pressione. Il cedimento potrebbe favorire temporali forti, con un rischio di nubifragi indicato come molto alto sul Nord-Est e, più in generale, sulla Pianura Padana.
La possibile rinfrescata avrebbe quindi un prezzo meteorologico elevato nelle zone esposte ai fenomeni più violenti. Dopo i temporali, le temperature potrebbero perdere 4-5 gradi. Il calo sarebbe percepibile. Non riporterebbe però l’Italia su valori miti: molte località resterebbero attorno ai 33-34°C.
Tenere d’occhio il 24 luglio e la possibile quarta fiammata
La tendenza successiva resta incerta e richiede conferme. Dal 24 luglio potrebbe affacciarsi una quarta ondata di calore, con temperature persino superiori a quelle della fase attuale. La progressione evocata è quella di due ondate già trascorse, una terza in arrivo e una quarta possibile. Le fasi di fine maggio, metà giugno e metà luglio appaiono separate da pause brevi, spesso accompagnate da temporali e da cali verso 33-34°C.





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