Palermo 14 luglio 2026 – Un “tavolo prefettizio” con Spresal, Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail, Inl, nucleo ispettivo carabinieri, con la presenza delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei datori di lavoro. Lo chiedono con urgenza al Prefetto le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil per affrontare il tema degli infortuni e della sicurezza sul lavoro.
Nella lettera inviata al prefetto di Palermo Massimo Mariani, i sindacati partono dagli ultimi dati Inail, sempre più preoccupanti, sull’aumento degli infortuni e delle malattie professionali in Sicilia e nella provincia di Palermo.
“Il periodo preso in esame, gennaio-aprile 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, conferma che le denunce sia per eventi traumatici sul lavoro che in itinere, così come le patologie professionali, purtroppo continuano a crescere – denunciano Cgil Palermo, Cisl Palermo Trapani e Uil Sicilia con il segretario Francesco Piastra, la segretaria generale Federica Badami e il segretario Ignazio Baudo – Gli infortuni sul lavoro sono stati 6.406 nei primi quattro mesi del 2026 mentre nello stesso periodo del 2025 erano stati 5.695, con un incremento in termini percentuali del 12,48 per cento. A questo dato si devono considerare ed aggiungere gli infortuni in itinere: 1.378 nel 2026 contro i 1.272 nel 2025. E mentre su base nazionale gli infortuni sul lavoro con esito mortale sono 191 nei primi quattro mesi dell’anno ed erano 207 nel periodo corrispettivo del 2025, in Sicilia il dato è in controtendenza e continua a salire .
Tra i temi sui quali si chiede anche di rivolgere l’attenzione c’è quello delle sotto denunce delle malattie professionali, con il coinvolgimento dell’Ordine dei medici. Per non parlare dall’ordinanza del governo Schifani, che impone lo stop al lavoro nelle ore più calde: “Non viene rispettata – puntano il dito Cgil, Cisl, Uil – soprattutto nel settore dell’edilizia. Le condizioni climatiche in atto non possono che aggravare la situazione”. E per i frequenti infortuni, talvolta con esito mortale, per cadute dall’alto e utilizzo di mezzi con pedane mobili nei cantieri della città, i sindacati chiedono di coinvolgere anche il Comune di Palermo, sia come ente appaltante sia come ente concessionario di licenze edilizie.
Un trend negativo, quello degli incidenti sul lavoro, confermato anche nella provincia di Palermo: alla data aggiornata al 31 maggio 2026, i casi di infortunio e di malattia professionale risultano pari a 3.159 in totale, di cui 2.968 sono gli infortuni. E se i casi con esito mortale denunciati in Sicilia sono stati 29, contro i 22 di gennaio-aprile 2025, nella sola provincia di Palermo i 10 casi registrati a fine aprile sono diventati già 13 a fine maggio. I comuni interessati: Bagheria, Bolognetta, Castronovo di Sicilia, Cefalù e Palermo. E i settori maggiormente colpiti: industria, artigianato e terziario.
Anche le malattie professionali appaiono in netta crescita. Su base nazionale si passa a 38.992 casi nei primi quattro mesi del 2026 contro i 33.126 dello stesso periodo del 2025. In Sicilia le malattie professionali denunciate sono 781 nell’arco temporale gennaio-aprile del 2026 ed erano 558 nello stesso periodo del 2025.
“Quello che sorprende – aggiungono Piastra, Badami e Baudo nella loro denuncia – è la comparazione con le altre regioni, che fa evidenziare una sproporzione sospetta delle malattie professionali. E’ impossibile che la Sicilia abbia sostanzialmente le stesse denunce di una regione come il Molise, che dichiara 764 casi. Non regge neanche il confronto con regioni compatibili per densità demografica con la Sicilia, ad esempio la Campania ne denuncia 1.450, la Puglia 4.545, la Sardegna 2.563, la Toscana 6.871”.
Allarme di Cgil, Cisl e Uil anche per i settori esclusi dall’ordinanza di Schifani sul rischio stress termico. “Nei settori esclusi dall’ordinanza – continuano i sindacati – le aziende omettono di applicare comunque le misure previste dal testo unico sulla sicurezza sul lavoro, la normativa di riferimento, atte a mitigare l’impatto dello stress termico da calore sulle lavoratrici e sui lavoratori, con grave nocumento per la loro salute”.
Nel tavolo che i sindacati sollecitano la partecipazione al tavolo prefettizio proprio dei soggetti competenti previsti dall’art 7 del testo unico sulla sicurezza (decreto legislativo 81/2008).
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