Paola Ferrari sceglie il settimanale Chi per lanciare l’essenesimo affondo esplicito contro un certo modo di essere donna nel giornalismo sportivo, e il bersaglio principale, per stessa impostazione dell’intervista, è soprattutto Diletta Leotta, insieme a Elodie. La conduttrice Rai, oggi volto dei Mondiali 2026, rivendica un percorso professionale costruito sulla competenza e non sull’immagine fisica.

L’accusa: “Sponsorizzato un esempio femminile che punta sull’attrazione fisica”

Al centro della polemica c’è un giudizio netto sul modo in cui, secondo Ferrari, alcune colleghe hanno costruito la propria visibilità nel mondo del calcio in tv. La giornalista non usa mezzi termini: “Mi pongo in modo critico verso un certo tipo di donna, relativamente al mondo del calcio. Perché noi che, con la professionalità e il sacrificio, siamo riuscite ad abbattere certi pregiudizi, non possiamo stare zitte se poi viene sponsorizzato continuamente un esempio femminile che valorizza o punta esclusivamente sull’attrazione fisica suscitata negli uomini come motivo di interesse”.

“Libertà e parità sono tutt’altra cosa”: la difesa delle proprie battaglie

Ferrari, 65 anni, non si ferma alla critica diretta, ma allarga il ragionamento a un piano più ampio, quello del significato stesso di libertà femminile applicato al mondo del lavoro: “È inutile nascondersi dietro a un dito e dire che noi donne siamo libere, questa è una scusa banale. La libertà e la parità sono tutt’altra cosa. Ho combattuto per valori seri, non per queste stupidaggini”.

Il paragone con Selvaggia Lucarelli

A rafforzare l’immagine di sé come voce critica e diretta, Ferrari propone un paragone esplicito con un’altra opinionista nota per i giudizi netti su colleghe e colleghi. Si definisce infatti la Selvaggia Lucarelli del calcio, spiegando così l’accostamento: “Posso in qualche modo assomigliare a Selvaggia, che è una donna molto libera e intelligente. E si è scontrata con una mia grandissima amica come Alba Parietti perché sono due donne di grande personalità”.

Il paragone non è casuale: richiama proprio lo stile diretto e senza filtri con cui Ferrari ha appena giudicato il modello di visibilità femminile legato a Leotta ed Elodie, rivendicando per sé lo stesso tipo di franchezza che, a suo dire, contraddistingue Lucarelli.

Il contesto: cosa dice Ferrari del proprio aspetto fisico

La critica a Leotta si inserisce in un discorso più ampio sul rapporto tra donne, età e aspetto fisico, che Ferrari applica anche a se stessa. La conduttrice rivendica, infatti, un rapporto sereno con il proprio corpo, anche a 60 anni superati: “Penso che ognuno di noi debba rispettare il proprio corpo. Mi curo molto, ci tengo al mio aspetto. Sono molto felice di come sono rispetto a chi pensa che una donna, dopo i 60 anni, sia da buttare”.

Sul fronte degli attacchi ricevuti online, la giornalista è stata più volte bersaglio di episodi di body shaming sui social, un fenomeno che liquida senza troppi giri di parole: “Purtroppo ci sono persone ignoranti che insultano”.

Il futuro professionale

Nella stessa intervista, Ferrari annuncia anche un traguardo professionale importante, che resta però sullo sfondo rispetto alla polemica su Leotta: la conduttrice, impegnata quest’estate su Rai1 come volto dei Mondiali 2026, prevede di lasciare la rete pubblica entro un paio d’anni: “Sarà il mio ultimo Mondiale con la Rai perché, fra uno o due anni, vado in pensione e, magari, il prossimo lo seguirò per un podcast, vediamo cosa succederà”, ha raccontato al giornale diretto da Massimo Borgnis.