A Lentini la luna di miele tra il sindaco Enzo Pupillo e il suo partito, il PD, è durata poco più di un mese. Dopo le prime frizioni di giugno sulla composizione della giunta, con la segretaria cittadina Claudia Saccà che aveva pubblicamente contestato l’assenza di esponenti dem nell’esecutivo, lo scontro è ora esploso apertamente, portato in Direzione regionale da Gaetano Cutrufo, che parla senza mezzi termini di “un atto di palese e gravissima mala fede politica”.
L’assessore forzista e la commistione con gli azzurri
Il bersaglio polemico di Cutrufo è la governance della maggioranza uscita dalle urne del 25 maggio. Il PD, ricorda il dirigente regionale, è la lista più votata della coalizione con 3 consiglieri, eppure non ha ottenuto alcun rappresentante in giunta. A sedere tra gli assessori, come BlogSicilia aveva già raccontato, è invece Alfio Ira, esponente di un pezzo di Forza Italia rimasto fuori dalla coalizione di centrodestra e confluito nell’orbita di Pupillo. Una “commistione” che nella lettura di Cutrufo si è ripetuta anche sulla presidenza del Consiglio comunale.
La partita sulla presidenza del Consiglio
È qui che la nota si fa più tagliente, e che il retroscena aggiunge un tassello importante. Stando a una ricostruzione giornalistica, la presidenza sarebbe stata promessa in un primo momento proprio a Davide Marchese, il consigliere forzista che a suo tempo aveva fatto un passo indietro sull’assessorato per lasciare spazio a Ira. Superata quell’ipotesi, la convergenza si sarebbe spostata su un nome interno al PD, Cirino Greco. Ma alla fine, nel voto d’Aula, la spunta è stata quella di Barbagallo, eletta nella lista “Lentini c’è” — la stessa in cui si sono candidati gli esponenti dell’area riconducibile al deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso, che nella scorsa campagna elettorale aveva scelto di sostenere Pupillo in dissenso dalla linea del partito imposta dalla senatrice Daniela Ternullo.
Cutrufo: PD a mani vuote
È il cuore dell’accusa di Cutrufo: un asse Pupillo-area gennusiana che, secondo la sua ricostruzione, si sarebbe consolidato prima sulla giunta e poi sulla presidenza del Consiglio, a scapito della rappresentanza del PD, primo partito della coalizione. “È paradossale” scrive Cutrufo, “che il PD non abbia nessun rappresentante in giunta, mentre una parte di Forza Italia, non facente parte della coalizione, esprime l’assessore”. E ancora, sulla presidenza: la stessa Barbagallo eletta, spiega, aveva inizialmente indicato un consigliere PD, ma “il duo Pupillo-Greco” sarebbe intervenuto per orientare la scelta finale, lasciando il resto della maggioranza senza margini di manovra.
Le previsioni di Cutrufo: le contropartite ai delusi
Il nodo politico, più che quello personale, riguarda ora il futuro prossimo. Cutrufo lancia infatti un avvertimento esplicito al sindaco: non concedere, “come si dice”, un assessorato al consigliere Vacante e la vicepresidenza al consigliere Marchese in cambio del loro voto, dopo che i due, per tre volte, ricorda il dirigente regionale, avrebbero votato in modo da impedire l’elezione di un consigliere del PD alla presidenza. Se questo scenario si materializzasse, per Cutrufo si tratterebbe di una “terza mortificazione” inflitta al partito.
L’avvertimento a Pupillo
Sul piano interno, l’affondo è tra i più duri sinora registrati contro un sindaco eletto con il simbolo del PD in provincia di Siracusa. Cutrufo chiede esplicitamente che Pupillo spieghi alla comunità dem e alla cittadinanza le ragioni di quello che definisce “trasformismo”, e annuncia di voler portare la vicenda davanti alle commissioni di garanzia provinciale e regionale del partito. Una scelta che sposta lo scontro dal piano della polemica politica locale a quello, più formale, della procedura interna, con conseguenze potenzialmente pesanti sui rapporti tra il sindaco e la sua federazione.






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