C’è un filo che, dall’inizio dello scorso anno, lega Humanitas Istituto Clinico Catanese a C.O.T. Cure Ortopediche Traumatologiche Istituto Clinico Polispecialistico. Oggi quel filo parte da Messina, costeggia le pendici dell’Etna, passa da Catania e punta dritto verso il Sud, fino in Africa, a Port Sudan.
Humanitas Istituto Clinico Catanese partecipa infatti al progetto di cooperazione sanitaria internazionale “Fe_On – Sostegno alla lotta contro le patologie oncologiche femminili per il benessere, la salute e i diritti delle donne” (Codice AID 0112590/07/1) finanziato da AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e realizzato da Associazione Centro ELIS quale capofila e promotore del progetto con il supporto del Consorzio Mediterranean Health Innovation Hub (“M.H.I.H.”) di Messina, realtà collega a COT, con l’obiettivo di supportare il Sistema Sanitario Nazionale del Sudan attraverso attività di formazione, affiancamento e di secondo parere a distanza nel campo della Ginecologia oncologica e della Senologia.
Il progetto nasce nell’ambito delle iniziative di cooperazione internazionale promosse e finanziate dall’AICS con il “Bando 2020 per la concessione di contributi a iniziative promosse da organizzazioni della società civile e gli altri soggetti senza finalità di lucro” e coinvolge professionisti sudanesi impegnati nella diagnosi e nella cura delle patologie oncologiche femminili, con particolare attenzione ai tumori ginecologici, al tumore della mammella e al carcinoma della cervice uterina, senza dimenticare il tema della prevenzione.
Si tratta di un percorso che raccoglie anche l’esperienza già maturata da COT nell’ambito della cooperazione sanitaria internazionale. Tra il 2021 e il 2023, infatti, COT aveva avviato un progetto di secondo parere e telemedicina a distanza con i medici di Ramallah, in Palestina, dedicato soprattutto all’ambito ortopedico, traumatologico e riabilitativo. Un’esperienza che aveva permesso di costruire relazioni importanti con l’AICS, completata in un contesto particolarmente complesso, segnato dal conflitto israelo palestinese e dall’emergenza sanitaria da Covid-19.
Dopo quella esperienza nasce oggi una nuova opportunità: un progetto dedicato al Sudan che vede come capofila l’Associazione Centro ELIS, ente no profit impegnato da oltre trent’anni in iniziative educative, formative e sociali anche in Africa, Asia e America Latina.
Per la realizzazione delle attività formative e di consulenza specialistica, ELIS ha indetto una gara pubblica, aggiudicata al Consorzio M.H.I.H. Quest’ultimo, considerata la specificità dell’iniziativa, ha coinvolto
Humanitas Istituto Clinico Catanese, dove sono presenti le competenze necessarie nell’ambito della Ginecologia oncologica e della Senologia.
“Queste iniziative non sono semplici progetti formativi – sottolinea il dott. Marco Ferlazzo, presidente del Consorzio M.H.I.H – ma percorsi di cooperazione internazionale che puntano a rafforzare gli ecosistemi sanitari locali. L’obiettivo è trasferire competenze, creare valore sul territorio e lasciare un patrimonio di conoscenze e know how che possa tradursi in migliori percorsi di cura per le pazienti”.
In Sudan, dove il sistema sanitario vive una fase di particolare fragilità anche a causa del contesto di instabilità del Paese, il rafforzamento delle competenze specialistiche rappresenta un elemento essenziale per migliorare la presa in carico delle pazienti e contribuire alla riduzione della mortalità legata alle patologie oncologiche femminili.
A coordinare il progetto per Humanitas Istituto Clinico Catanese è il dott. Fabio Ciancio, responsabile della Ginecologia, che già da alcune settimane partecipa a incontri periodici online con i colleghi sudanesi. Durante gli appuntamenti vengono discussi casi clinici complessi di Oncologia ginecologica, con l’obiettivo di condividere strategie terapeutiche e chirurgiche secondo le linee guida europee, adattandole però al contesto sanitario locale e alle risorse realmente disponibili.
“Il nostro compito non è semplicemente trasferire nozioni o presentare linee guida – spiega il dott. Fabio Ciancio – ma cercare di rendere questa collaborazione davvero utile per i colleghi che lavorano in Sudan. Per questo è fondamentale conoscere il loro contesto, le attrezzature disponibili, i protocolli utilizzati e le difficoltà quotidiane. Solo così possiamo offrire un supporto concreto, sostenibile e realmente applicabile”.
L’attività prevede due principali linee di intervento: da un lato la consulenza specialistica, attraverso incontri di secondo parere e discussione di casi clinici; dall’altro un percorso di formazione strutturato, con lezioni online dedicate all’Oncologia ginecologica, alla gestione della paziente in reparto, al posizionamento in sala operatoria e ad alcuni aspetti legati alla senologia.
“La dimensione umana di questo progetto è molto forte – aggiunge il dott. Ciancio –. Dal punto di vista professionale mettiamo a disposizione competenze che fanno parte della nostra attività quotidiana, ma dal punto di vista umano sentiamo la responsabilità di fare in modo che questa opportunità possa diventare per loro un vantaggio reale. L’obiettivo è aiutarli a crescere rapidamente e bene, rispettando il contesto in cui lavorano”.
Il percorso, attualmente in corso con incontri a distanza in lingua inglese, proseguirà con le attività formative online e potrà aprire, in futuro, a ulteriori occasioni di scambio professionale, anche attraverso momenti di formazione in presenza o ospitalità dei professionisti sudanesi nelle strutture coinvolte.
Con questo progetto, il Consorzio M.H.I.H., COT Istituto Clinico Polispecialistico e Humanitas Istituto Clinico Catanese confermano il proprio impegno in un modello di cooperazione sanitaria fondato sul trasferimento di competenze, sull’innovazione e sulla costruzione di relazioni professionali capaci di generare valore oltre i confini del territorio.
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