Lo sbarco a Palermo orami è cosa fatta. Cateno de Luca è pronto a lanciare la sfida anche per il capoluogo e lo ha fatto dalla Sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni. Mentre nella sala accanto il Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno snocciolava i dati dell’attività Parlamentare di un’intera legislatura o quasi, lui presentava i pionieri delle liste del progetto “De Luca Sindaco di Sicilia”.
Un percorso che parte da Palermo e che proseguirà nei prossimi giorni a Catania e Messina, con l’obiettivo di costruire sui territori una squadra composta da amministratori locali, rappresentanti della società civile, professionisti, imprenditori e volontari pronti a sostenere il Governo di Liberazione della Sicilia.
Ecco i primi 12 nomi
Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati i primi dodici pionieri del progetto “De Luca Sindaco di Sicilia”: Giusy Badalamenti, Francesco Bondì, Antonio De Luca, Loredana Falcone, Giovanna Stefania Munafò, Mauro Pantò, Salvina Profita, Claudio Sala, Claudia Serio, Alfredo Siino, Salvatore Testaverde e Ivan Trapani, che hanno scelto di aderire al percorso politico promosso da Cateno De Luca in vista delle prossime elezioni regionali.
“Oggi è una giornata importante perché sfidiamo le vecchie prassi della politica e il metodo di chi attende fino all’ultimo momento per capire dove conviene candidarsi. Prima guardano chi sarà il candidato presidente, poi fanno i conti, verificano le liste e soltanto alla fine decidono dove collocarsi per tentare di essere eletti. Noi abbiamo scelto una strada completamente diversa” ha detto il leader di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca.
Scelte chiare senza attendere
“Abbiamo chiesto a coloro che credono realmente nel nostro progetto di manifestare pubblicamente il proprio sostegno e di iniziare subito un percorso di militanza. Per coinvolgere gli altri bisogna prima conoscere e metabolizzare i contenuti del progetto che si intende rappresentare. Non ci facciamo condizionare dalla data delle elezioni e non ci facciamo dettare i tempi da nessuno. Iniziamo adesso con donne e uomini di buona volontà che, al di là delle legittime ambizioni personali, hanno scelto di sposare alla luce del sole il nostro modello di Sicilia”.
De Luca ha ribadito che il progetto politico avrà un’impronta autonomista, civica e progressista, con al centro i territori, il ruolo degli enti locali e un nuovo modello di governo regionale fondato sulla concretezza e sulla buona amministrazione.
No ai deputati uscenti
“Le liste “De Luca Sindaco di Sicilia” e “Sud Chiama Nord” saranno chiuse ai deputati uscenti e aperte a chi rappresenta le istituzioni municipali, la società civile, il mondo dell’impresa e del volontariato. Vogliamo liste competitive, ma la competitività non si misurerà soltanto sulla base delle aspirazioni personali. Chi intraprende questo percorso dovrà dimostrare di avere una rete reale di sostegno e la capacità di contribuire alla crescita del progetto”.
Per i candidati delle province di Palermo, Catania e Messina è previsto l’obiettivo di raggiungere almeno 500 soci sostenitori entro il 30 novembre. La soglia sarà di 300 soci per Trapani, Agrigento e Siracusa e di 100 soci per Enna, Caltanissetta e Ragusa.
Un percorso di confronto
“Da oggi inizia anche un percorso di studio, formazione e confronto reciproco. La nostra campagna elettorale si svolge alla luce del sole e il nostro consenso nasce dal buon governo, dalle azioni concrete e dai risultati raggiunti. Vogliamo valorizzare le persone, le loro competenze, le loro storie e gli obiettivi che intendono perseguire per la Sicilia”.
Liste chiuse entro il 31 ottobre, con largo anticipo
Nel corso dell’incontro De Luca ha inoltre annunciato che entro il 31 ottobre saranno chiuse le liste “De Luca Sindaco di Sicilia” e “Sud Chiama Nord”, mentre il mese di agosto sarà dedicato alla strutturazione politica e organizzativa del Governo di Liberazione, sia a livello regionale sia provinciale.
“La differenza non la farà il candidato inserito all’ultimo secondo, ma la nostra strategia e il consenso dei siciliani. Stiamo costruendo una squadra che parte dai territori e che avrà due pilastri: il progetto programmatico e strategico del Governo di Liberazione e la struttura politica ed elettorale di Sud Chiama Nord. Il nostro sogno resta quello di presentare quattro liste. Noi siamo oggi il baricentro della politica siciliana e continueremo ad andare avanti senza cercare protezioni e senza attendere il permesso di nessuno”, conclude De Luca.
Il messaggio a Lombardo: “Lasci la maggioranza se vuole dialogare
Ma il vero messaggio Cateno De Luca lo consegna a BlogSicilia ed è indirizzato a Raffaele Lombardo anche se prima passa al ribadire la sua posizione sulla Regione dove si sente l’ago della bilancio elettorale “Lo sono. Infatti quella che oggi è la strategia che stiamo portando avanti, di una impronta autonomista, civica e progressista del nostro governo di liberazione, continua ad attrarre consensi e soprattutto continua a convertire su questa strategia anche chi ha avuto ruoli importanti nell’ambito dei palazzi municipali ma anche nell’ambito della amministrazione regionale.
Preciso che in questo momento potrei fare un gruppo parlamentare di 12 parlamentari. Perché ovviamente ora la sindrome della “casa di Gesù” sta scattando su tanti, cioè che quando entri nel Parlamento siciliano è come la casa di Gesù, non ci vuoi uscire più. Essendo ormai chiara a tutto il mondo politico la competitività delle nostre liste, bussano alla porta. Ma io ho già detto di no a tutti e quindi nelle liste di De Luca sindaco di Sicilia e Sud Chiama Nord non ci sarà nessun deputato uscente, né ora né alla presentazione delle liste”.
Ma alla fine con Raffaele Lombardo parlerete oppure è stata soltanto una boutade la risposta al suo appello?
“Ma noi ogni tanto facciamo qualche seduta spiritica, anche nome dei vecchi tempi. La strategia di Lombardo la comprendo in relazione a quella che dovrebbe essere una nuova prospettiva sulla quale sta lavorando. Ma io ho detto chiaramente a Raffaele Lombardo che, per poter impostare in modo credibile quella strategia, bisogna avere le mani libere e quindi bisogna anche togliersi le scorie, cioè uscire dal governo Schifani e dare un esempio di vera autonomia per condividere una nuova impostazione sulla quale potrei anche fare una grande scommessa. Quando Grande Sud-MPA uscirà dal governo Schifani, certo non all’ultimo istante, non un mese prima della campagna elettorale, allora magari ne riparliamo seriamente”
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