La quarta ondata di calore dell’estate 2026 accompagnerà l’Italia per almeno dieci giorni. Entro il fine settimana Terni potrebbe raggiungere 41 °C, mentre Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza saliranno fino a 40 °C. Il disagio maggiore, però, si concentrerà nelle zone dove l’umidità spingerà la temperatura percepita verso i 44 °C, anche con massime reali ferme a 36-37 °C.
Il quadro tracciato da Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, indica una nuova espansione del caldo africano alle soglie di agosto. La fase sarà più intensa al Centro-Nord, ma l’afa coinvolgerà anche le coste tirreniche, la Sardegna meridionale e la Sicilia sud-occidentale.
Il weekend porta i termometri fino a 41 °C
L’aumento delle temperature raggiungerà il culmine nel fine settimana. Come appena scritto, Terni si prepara al valore più alto, con 41 °C, mentre Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza potranno arrivare a 40 °C. In numerose città si prevedono massime intorno a 39 °C. La distribuzione del caldo seguirà soprattutto il Centro-Nord, già interessato dalle prime due fiammate sahariane della stagione.
Nelle aree interne l’aria potrà risultare relativamente più secca. Il termometro salirà maggiormente, ma il corpo riuscirà a disperdere parte del calore attraverso la sudorazione con meno difficoltà rispetto alle zone costiere molto umide.
La situazione cambierà vicino al mare, lungo i fiumi e nelle pianure poco ventilate. Qui le temperature assolute potranno fermarsi alcuni gradi più in basso, mentre l’umidità aumenterà il disagio fisiologico.
L’afa spinge la percezione verso i 44 °C
Il dato da osservare non sarà soltanto la temperatura massima. Gli indici biometeorologici, tra cui il Summer Simmer Index, combinano calore e umidità per stimare l’effetto percepito dall’organismo. Quando l’aria contiene molto vapore acqueo, il sudore evapora con maggiore difficoltà. Il corpo perde così uno dei principali meccanismi di raffreddamento e avverte una temperatura superiore a quella misurata dagli strumenti. Le aree indicate come più esposte sono la Pianura Padana, soprattutto vicino al Po, la Liguria di Levante, il Valdarno, le coste del Lazio e della Campania settentrionale, la Sardegna meridionale e la Sicilia sud-occidentale. In alcuni settori la temperatura percepita potrà avvicinarsi a 44 °C. Il fenomeno avrà una distribuzione irregolare: località vicine potrebbero registrare condizioni molto diverse in base a ventilazione, vicinanza al mare e livello di umidità.
Ladispoli verso 37 °C con umidità al 70%
Ladispoli rappresenta uno dei casi più indicativi. Il primo agosto la località laziale potrebbe sfiorare 37 °C con un’umidità del 70%. La combinazione produrrebbe condizioni simili a quelle osservate nelle fasce costiere subtropicali, dove il forte riscaldamento si unisce all’evaporazione marina. L’effetto sarà un’aria molto difficile da sopportare, soprattutto nelle ore pomeridiane e negli ambienti senza ventilazione.
Il riferimento a Manaus serve a descrivere la sensazione prodotta dall’unione tra temperatura e umidità. Non indica un’identità climatica tra le due città, ma rende evidente quanto il calore percepito possa superare il dato letto sul termometro.
Lungo le coste, dunque, una massima di 36-37 °C potrà risultare più pesante di un valore di 40 °C registrato in un’area interna con aria meno umida.
La quarta ondata durerà almeno dieci giorni
Le prime elaborazioni indicavano una possibile uscita dal caldo soltanto intorno a Ferragosto. Gli aggiornamenti più recenti anticipano una possibile attenuazione al 9-10 agosto.
La data resta legata all’evoluzione delle masse d’aria e potrà cambiare con i successivi aggiornamenti. La durata minima prevista è comunque di circa dieci giorni, a partire dalla fine di luglio.
L’ondata attraverserà quindi il primo fine settimana di agosto e buona parte della settimana successiva. Le temperature resteranno elevate anche durante la notte, soprattutto nelle città, nelle pianure e lungo le coste. Il mancato raffreddamento notturno aumenterà la fatica accumulata. Strade, tetti e pareti continueranno a rilasciare il calore assorbito durante il giorno, limitando le ore di sollievo.
Sulle Alpi aumentano i temporali di calore
L’anticiclone non impedirà la formazione di temporali sulle Alpi. L’enorme quantità di calore accumulata al suolo potrà favorire lo sviluppo di celle temporalesche durante il pomeriggio.
I fenomeni sono attesi nel fine settimana e nei primi giorni della prossima settimana. Saranno legati soprattutto all’instabilità diurna e resteranno più probabili sui rilievi. Un temporale locale non coinciderà necessariamente con la fine dell’ondata. Dopo i rovesci, il caldo potrà tornare rapidamente, mentre le pianure e le coste rimarranno in gran parte fuori dalle precipitazioni. Nelle zone interessate, i fenomeni potranno svilupparsi in tempi brevi proprio per l’energia disponibile nell’atmosfera. Chi si trova in montagna dovrà seguire gli aggiornamenti ravvicinati e considerare la maggiore probabilità di rovesci nelle ore pomeridiane.
Le zone dove il termometro può ingannare
Il confronto tra aree interne e coste mostra perché una graduatoria basata soltanto sulle massime rischi di essere incompleta. Terni potrà raggiungere 41 °C, mentre Ladispoli resterà alcuni gradi più in basso. Tuttavia, l’umidità prevista sulla costa laziale farà aumentare la sensazione di calore fino a valori prossimi a quelli delle località più roventi.
Lo stesso meccanismo interesserà la Pianura Padana vicino al Po, la Liguria di Levante, il Valdarno, la Campania settentrionale e porzioni delle due Isole maggiori. La quarta ondata si presenterà quindi con due volti: temperature assolute più alte nelle zone interne e afa più pesante nei settori costieri e pianeggianti. Il secondo caso potrebbe risultare persino più difficile da sopportare, pur senza record sul termometro.






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