“Le piste che stiamo seguendo vanno in una molteplicità di direzioni, compresa quella della complicità interna. Al vaglio della procura i buchi della vigilanza e degli addetti”.

Lo ha detto il procuratore di Messina, Antonio D’Amato, che non esclude un coinvolgimento della mafia. “Da parte nostra, non si può scartare l’ipotesi che dietro questo furto milionario ci possa essere il coinvolgimento della criminalità di tipo mafioso, storicamente interessata al furto delle opere d’arte – aggiunge – Una criminalità che ha il controllo del territorio ancora oggi, come dimostrano indagini e processi anche recenti”. Secondo il procuratore, le opere potrebbero ancora essere in Sicilia.

“L’allarme dato da alcuni passanti poco dopo il furto – prosegue – potrebbe aver scongiurato il trasferimento delle opere. L’intervento della polizia ha attivato da subito una rete di controlli che potrebbero aver indotto i ladri a non varcare il confine siciliano. Al momento però è una ipotesi”.

In arrivo azione disciplinare per i custodi

Sarà aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei quattro custodi, presenti al museo regionale durante il furto di Ferragosto delle sei tavole di Antonello da Messina del valore di decine di milioni di euro.

La procedura scatterà non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. Da quanto risulta al momento dell’irruzione della banda di ladri il sistema d’allarme sarebbe scattato subito, la scena è stata ripresa anche dalle telecamere di video-sorveglianza. La sanzione estrema prevede il licenziamento.

In base al regolamento, la procedura disciplinare dovrà essere formalizzata dal dipartimento della funzione pubblica della Regione siciliana. Se la Procura di Messina, che ha aperto una inchiesta per furto pluriaggravato, dovesse indagare uno o più custodi, la Regione sospenderà l’azione disciplinare.

Tracce lasciate dai ladri

Gli investigatori che indagano sul clamoroso furto di Ferragosto nel museo regionale di Messina avrebbero trovato delle tracce lasciate dalla banda di ladri che ha rubato sei opere di Antonello da Messina, abbandonandone due durante la fuga e ritrovate grazie a una segnalazione di una passante.

La dinamica farebbe ipotizzare che a mettere a segno il colpo non sia stato un gruppo di professionisti. Le indagini sono in corso, gli inquirenti stanno analizzando qualsiasi elemento con l’obiettivo di recuperare le preziose tavole del pittore siciliano del Quattrocento.