Il Cup-ticket di Noto è rimasto chiuso nel pomeriggio di giovedì 20 agosto, suscitando interrogativi e proteste per le modalità con cui è stato comunicato il disservizio. A sollevare la questione è Bartolomeo Padua, di Cittadinanzattiva zona sud, che chiede chiarimenti alla dirigenza dell’Asp di Siracusa sull’organizzazione del servizio.

La denuncia

Secondo quanto riferito da Padua, nel cartello affisso per comunicare la chiusura pomeridiana non sarebbe stata presente alcuna firma riconducibile a un dirigente o funzionario dell’Asp o alla direzione sanitaria del Presidio ospedaliero di Avola/Noto. Un aspetto che, secondo Cittadinanzattiva, meriterebbe un chiarimento sotto il profilo della trasparenza e della regolarità delle comunicazioni rivolte all’utenza.

I confronti con Rosolini, Pachino ed Avola

“Ci si chiede pertanto se tutto ciò viene ritenuto legittimo e trasparente da parte della dirigenza dell’Asp”, afferma Padua. La vicenda si inserisce, inoltre, nel più ampio tema della dotazione organica dei centri Cup-ticket del distretto sanitario della zona sud. Padua evidenzia infatti una situazione che, a suo giudizio, appare poco equilibrata sul piano funzionale e organizzativo. “Carenza di personale?”, si chiede il rappresentante di Cittadinanzattiva, mettendo a confronto le dotazioni degli altri centri del territorio. Secondo i dati indicati da Padua, il Cup-ticket di Rosolini avrebbe in organico tre operatori, quello di Pachino tre e quello di Avola quattro. A Noto, invece, “al Cup/ticket opera soltanto un operatore amministrativo”.

La segnalazione all’Asp

Una differenza che, secondo Cittadinanzattiva, potrebbe avere ripercussioni sull’erogazione del servizio e sull’accessibilità degli utenti alle prestazioni amministrative. “Tutto ciò sembra incongruente sul piano funzionale ed organizzativo”, sottolinea Padua.

La questione riguarda quindi non soltanto la chiusura pomeridiana del 20 agosto, ma più complessivamente la pianificazione delle risorse umane nei diversi punti Cup-ticket del distretto. “Ci si chiede se la dirigenza dell’Asp è consapevole che tali disservizi provocano disagi ai cittadini?”, aggiunge Padua.  L’attenzione di Cittadinanzattiva è dunque rivolta alla direzione dell’Asp, alla quale viene chiesto di verificare le modalità organizzative adottate e la distribuzione del personale nei vari centri. L’obiettivo indicato da Padua è quello di arrivare a una gestione più omogenea ed efficace del servizio, evitando che eventuali carenze organizzative si traducano in disagi per l’utenza.

“Ci si augura pertanto un risolutivo intervento per meglio pianificare l’organizzazione del lavoro nei centri Cup/ticket del distretto sanitario della zona sud”, conclude il dottor Bartolomeo Padua