Cinque persone sono state tratte in salvo al largo di Cala Bianca, nel mare di Castellammare del Golfo. L’imbarcazione da diporto su cui si trovavano ha imbarcato acqua fino ad affondare completamente. L’episodio risale al pomeriggio di ieri, ma è stato reso noto soltanto oggi. I cinque stanno bene e non hanno avuto bisogno di accertamenti medici.
La chiamata al 1530 e l’intervento
L’allarme è scattato intorno alle 16.30. La richiesta di soccorso è arrivata al numero 1530, alla sala operativa della Capitaneria di porto di Trapani.
La risposta è stata immediata. In zona è stato inviato il battello G.C. B 86, dislocato presso l’Ufficio locale marittimo di Castellammare del Golfo.
L’operazione rientra nel dispositivo “Mare e laghi sicuri 2026“, il piano estivo di controllo e soccorso della Guardia costiera.
Il primo soccorso arrivato dagli altri diportisti
Quando la motovedetta è arrivata, i cinque erano già fuori dall’acqua.
A recuperarli sono state alcune imbarcazioni che si trovavano nella stessa zona. È il primo anello della catena dei soccorsi in mare, quello che spesso decide l’esito.
Pochi minuti dopo i naufraghi sono stati trasbordati sul mezzo della Guardia costiera. Da lì sono stati accompagnati in porto in condizioni di sicurezza.
Come stanno i cinque
I diportisti sono stati sorpresi dalla rapidità dell’affondamento, visibilmente scossi per l’accaduto.
Nessuno di loro ha riportato conseguenze. Non si è reso necessario l’intervento dei sanitari e non sono stati disposti accertamenti medici.
Nessun inquinamento nelle acque
Sul fronte ambientale la Guardia costiera ha diffuso una rassicurazione.
“Non si registra alcuna forma di inquinamento nelle acque interessate dall’evento”, si legge nella nota dell’autorità marittima.
È una verifica che accompagna ogni affondamento perché un natante che va a fondo con carburante a bordo può rilasciare idrocarburi e il controllo serve proprio a escluderlo.
Il recupero del natante e l’indagine
Restano due passaggi da completare.
Il primo riguarda il relitto. Le operazioni di recupero cominceranno nei prossimi giorni e sono a carico del proprietario dell’imbarcazione.
Il secondo riguarda le cause. L’Ufficio locale marittimo di Castellammare del Golfo ha aperto un’indagine per ricostruire perché il natante abbia imbarcato acqua.






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